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Livorno

sesta commissione

Vergili presidente a maggioranza, ma manca un voto

LIVORNO. Martedì, al momento della votazione, c’era stato qualche secondo d’incertezza. A rassicurare tutti, però, ci avevano pensato il segretario della commissione, Junior Guiggi, con tanto di...

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LIVORNO. Martedì, al momento della votazione, c’era stato qualche secondo d’incertezza. A rassicurare tutti, però, ci avevano pensato il segretario della commissione, Junior Guiggi, con tanto di regolamento alla mano, e i consiglieri di maggioranza: i 5 voti favorevoli (Del Corona, Martorano, Terreni, Scavazzon, Gulì) sul totale di 8 (Ciacchini, Russo e Vergili astenuti, Romano, Capuozzo e Giubbilei non avevano preso parte al voto) erano sufficienti per l’elezione del presidente della sei, individuato nel consigliere del Pd, Valerio Vergili.

L’investitura era stata “ufficiale”, con tanto di ricalcolo di voti, lettura del regolamento e discorso del neo presidente eletto. Che dopo aver ringraziato i consiglieri per la stima dimostrata nei suoi confronti passava al primo atto ufficiale del suo incarico, nominando Barbara Corso (Pd) come vice-presidente. Nel frattempo i consiglieri prenotavano l’intervento al microfono per rivolgere a Vergili le loro congratulazioni. La seduta veniva sciolta, infine, con un occhio al futuro: già si cominciava a parlare di cronoprogramma dei lavori e delle criticità da affrontare a partire dal prossimo incontro.

Evidentemente, però, quelle incertezze emerse al primo calcolo dei voti erano qualcosa in più di un semplice dubbio. Più tardi, a commissione già chiusa, qualcuno si è accorto che i 5 voti favorevoli non bastavano per decretare l’elezione del presidente. Il regolamento prevede, infatti, il raggiungimento non della maggioranza dei votanti, ma della maggioranza dei componenti della commissione, che per la sei sono 11. Perciò risultava un voto mancante per l’elezione di Vergili.
Dal “piccolo disguido” nell’interpretazione del regolamento è scaturito un epilogo caotico. Il vero esito della votazione è emerso a seduta ormai conclusa. Il neo presidente Vergili ha scoperto di non essere di fatto ancora a capo della sei. Alcuni consiglieri hanno appreso la notizia dallo stesso consigliere del Pd in uscita da Palazzo civico. L’elezione del presidente è solo rimandata. Durante la prossima seduta basterà che lo stesso Vergili voti se stesso (martedì si era astenuto per correttezza) per raggiungere il “fatidico 6” nel conteggio dei voti. Nel frattempo, però, tra regolamenti, elezioni e successive smentite, resta la “gaffe politica”.
Giorgio Carlini

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di Redazione web