Gioco
Offensiva al Senato contro Livorno
Provincia, settimana decisiva. E Kutufà torna ad appellarsi a Napoleone: Pisa sia sottoprefettura come decise Bonaparte
LIVORNO. La prossima settimana il decreto legge sulle Province sarà in aula a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva. Poi passerà alla Camera per essere convertito in legge entro il 5 gennaio. Siamo insomma ai giorni decisivi per la sorte degli enti intermedi e anche per la scelta dei capoluoghi. Ma il percorso delineato tra un ostacolo e l’altro fin da luglio, quando il governo firmò il primo decreto, potrebbe essere cancellato di colpo. C’è il rischio infatti che nel rush finale le regole vengano cambiate e che Livorno perda quel diritto ad essere capoluogo che nelle scelte dell’esecutivo sembrava una delle poche certezze in quanto città più popolosa di Pisa, ma anche di Lucca e Massa.
Il testo e il comma sul capoluogo - su cui il governo in realtà ha già ceduto nei mesi scorsi ammettendo che nel caso di tre province unite potesse prevalere una scelta diversa da quella del Comune più popoloso - sono minati da 574 emendamenti che sono stati presentati in commissione e che potrebbero anche rallentare l’arrivo del documento in aula. Cosa da non sottovalutare visti i tempi strettissimi con le vacanze di Natale, per il passaggio anche alla Camera.
Se da un lato al Senato si discute di Province, dall’altro a palazzo Chigi si sta eleborando l’altro troncone dell’operazione, cioè il taglio degli organi periferici dello Stato. E anche qui, come abbiamo più volte scritto, saranno dolori. Il decreto delegato a cui sta lavorando il governo infatti sta scatenando le proteste dei sindacati di polizia e dei prefettizi. Cosa si prevede? Che a fronte del taglio di 36 questure e 36 prefetture, nascano 18 presidi territoriali che saranno affidati a cosiddetti prefetti e questori presidiari, una sorta di prefetti e questori di serie B. Dove andranno? Impossibile dirlo adesso che ancora non sono noti i capoluoghi e molti accorpamenti ancora non decisi (su tutti quello Livorno-Pisa-Lucca-Massa). Saranno comunque degli zuccherini per chi perderà le vere prefetture e questure. «Si tratterà di vere e proprie sottoprefetture sulla stregua di quel che già aveva inventato due secoli fa Napoleone - scherza, ma non troppo il presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà -. Mi auguro che la repubblica italiana rispetti la lungimirante scelta che aveva già fatto il grande Bonaparte che nominò Livorno prefettura e Pisa sottoprefettura». Ma la battuta è anche lo spunto per tornare a soffiare nella vela di Livorno capoluogo, visti i numerosi emendamenti proposti contro la nostra città. A partire da quello del professor Ceccanti, senatore pisano, che ha proposto di cambiare le regole dando priorità alla provincia più popolosa, ad arrivare a chi ha proposto un referendum per far decidere ai cittadini delle varie province a chi dare il capoluogo, ad arrivare infine a chi ha proposto che siano i nuovi consigli provinciali a votare.
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