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Livorno

Rifiuti, pronto il piano interprovinciale. E scatta la diffida

LIVORNO. Dopo tanto discutere, venerdì mattina l’assessore provinciale Nicola Nista e il dirigente Andrea Rafanelli presenteranno alla terza commissione consiliare di Palazzo Granducale l’atteso...

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LIVORNO. Dopo tanto discutere, venerdì mattina l’assessore provinciale Nicola Nista e il dirigente Andrea Rafanelli presenteranno alla terza commissione consiliare di Palazzo Granducale l’atteso Piano interprovinciale dei rifiuti. Ovvero quello che ridisegna impianti e movimenti dell’immondizia della Toscana costiera.

Ma ecco il colpo di scena: alla vigilia della presentazione, Medicina Democratica di Livorno, Pisa, Lucca e il comitato Beni Comuni Val di Cecina diffidano tutti i consiglieri provinciali, gli assessori di riferimento e il presidente ad adottare il piano «così come proposto, per le sue manifeste illogicità, illegalità e novicità alla salute della popolazione».

Nelle quattro pagine che accompagnano la diffida, comitato e Medicina Democratica parlano di «sovrastima della quantità di rifiuti solidi urbani che sarebbero prodotti fino al 2020, per giustificare la costruzione di un nuovo grande inceneritore a Livorno». «Tale sovrastima – si legge – è illegale, oltre che illogica e irrealistica, dato che la direttiva 2008/98 prevede al primo posto la prevenzione della produzione dei rifiuti nella gerarchia delle pratiche per ridurli: si deve intervenire a monte, nei cicli produttivi delle aziende, per ridurre la quantità e migliorare la qualità - verso il riciclo - di imballaggi e altri prodotti».

Altro punto delicato: «Concentramento dell'incenerimento nell'area sud dell'Ato». «La variante – scrivono a consiglieri e assessori – concentra le previsioni di incenerimento nell'area sud dell'Ato, nonostante che l'area Livorno-Pisa sia inserita da anni nel Piano di risanamento e mantenimento della qualità dell'aria, per le molte emissioni inquinanti già presenti. Per il Prm qualità dell'aria, la Regione Toscana sta spendendo da anni cifre considerevoli, anche se sempre insufficienti. Tali investimenti verrebbero vanificati con le previsioni di incenerimento massivo».

«L'Agenzia regionale sanità – denunciano – sta concludendo uno studio epidemiologico sull'area Livorno Collesalvetti, le cui conclusioni dovranno essere conosciute e pesare sulle decisioni politiche riguardo i rifiuti e non solo, dato che la salute della popolazione è il principale parametro da tutelare. I dati iniziali dello studio presentati dal coordinatore Annibale Biggeri di Ars e dell'Università di Firenze al consiglio comunale il 30 maggio 2011 – riportano – sono di per sé preoccupanti, in quanto testimoniano una mortalità per tumore superiore alla media regionale».

Chi scrive si dice pronto ad impugnare eventuali delibere di fronte al Tar.

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