Il Tirreno

Livorno

La reazione dopo gli scontri del fine settimana

I poliziotti: «Stop agli abusi, servono dialogo e rispetto»

I poliziotti: «Stop agli abusi, servono dialogo e rispetto»

LIVORNO. «Stop alle violenze, servono dialogo e rispetto». È questo l’appello dei sindacati di polizia dopo gli scontri del fine settimana tra forze dell’ordine e manifestanti che si è concluso...

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LIVORNO. «Stop alle violenze, servono dialogo e rispetto». È questo l’appello dei sindacati di polizia dopo gli scontri del fine settimana tra forze dell’ordine e manifestanti che si è concluso domenica con l’attacco alla Prefettura.

«Come poliziotti che lavorano e vivono in questa città – spiegano da Silp Cgil – riteniamo che in questo momento al primo posto ci debba essere il ristabilimento della pacifica convivenza. Proponiamo, chiediamo con forza ed umiltà a tutti i cittadini di gettare acqua fredda sul fuoco della violenza, e di alimentare le fiammelle dei momenti di confronto ed incontro, anche scontro, purché sia democratico e pacifico. Le legittime, necessarie lotte per la difesa e l'estensione dei diritti devono essere vigorose, se necessario radicali, ma pacifiche, legali e non - violente, così come dice la costituzione». Poi una critica alla politica: «Anche la nostra città soffre di una politica ridotta tra carrierismo e violenze di piazza.

L’Ugl torna a quanto è avvenuto venerdì sera alla stazione marittima: «Un gruppo di pseudo-manifestanti voleva impedire in maniera brutale che l'onorevole Bersani parlasse liberamente aduna platea di oltre 1200 persone giunte ad ascoltarlo, con il risultato che un collega della polizia è stato colpito alla testa da una bastonata, riportando un trauma cranico».

La segreteria provinciale di Livorno dell’Ugl, «vuole ringraziare pubblicamente tutti quei colleghi che in maniera professionale, nella giornata di domenica, pur ricoperti di insulti prima e da oggetti contundenti dopo, hanno tenuto fronte ad un vigliacco attacco squadrista e premeditato, evitando scontri con i facinorosi, che avrebbero potuto coinvolgere cittadini innocenti che stazionavano intorno alla Prefettura incuriositi dagli avvenimenti.

Coisp Livorno ricorda come gli agenti «abbiamo sempre rispettato i lavoratori, ma a chi ci chiama bastardi, rispondiamo che abbiamo l'obbligo verso tutti, di far osservare le regole, previste dal codice penale. Solo con l'intelligenza e la buona volontà, si avranno manifestazioni di protesta "silenziose", alle quali tutti parteciperanno, con la consapevolezza di voler risolvere le questioni, e non di danneggiare/ledere, gratuitamente, cose e persone». Chiude Franco Maccari, segretario generale del Coisp nazionale. «Se la gente non ci vuole accanto quando sfila in corteo e le Istituzioni non ci difendono adeguatamente specie quando restiamo vittime di agguati belli e buoni, noi in strada che ci andiamo a fare? Solo a farci bersagliare da buoni e cattivi?».

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