Il dolore
Renzi perde per strada voti e ceto medio
In gran parte dei seggi il “rottamatore” non riprende neanche i consensi che aveva ottenuto appena otto giorni fa
LIVORNO. In nessuno dei 21 seggi di Livorno città Renzi ce l’ha fatta a mettere ko Bersani. Neanche là dove appena sette giorni prima i consensi al “rottamatore” avevano sorpassato quelli al segretario Pd: alla circoscrizione 3 (dove votava una buona parte di Fabbricotti) il sindaco fiorentino è passato da un vantaggio di 30 voti a un ko di 55 punti, alla sezione Borgo da 22 voti in più a 84 in meno. Idem nella zona sud: a Villa Serena (Castellaccio-Montenero) Renzi era avanti di 12 punti e ora è finito sotto di 43, al Circolo antignanese aveva 44 voti di vantaggio e ora è stato sconfitto per 22 schede di differenza.
In realtà, Renzi ha fatto fatica a riprendere la fiducia degli stessi elettori che lo avevano votato sette giorni fa: e non parliamo di percentuali bensì di persone in carne e ossa. Basti dire che solo in cinque dei 28 seggi dell’area Livorno-Collesalvetti Renzi ha ottenuto almeno un voto in più di quel che aveva raccolto nel primo round. Il segno “più” invece marca quasi l’en plein per Bersani (manca solo Capraia dove ha ripreso le stesse schede).
In pratica, il ciclone Renzi non è sembrato riuscire a costruire feeling con nessun altro spazio politico che non fosse la sua dote di consensi. L’esatto contrario di quel che ha fatto Bersani: che alla sezione Stazione ha guadagnato 94 voti in più rispetto a 554 che aveva, alla circoscrizione “5” (La Rosa) altri 83 voti da sommare ai 633 di sette giorni prima. Con un doppio boom particolare: alla circoscrizione 2 (Venezia) le 79 schede in più significano averne conquistata una in più ogni quattro che aveva. Al gazebo di via Marradi quest’exploit è risultato ancor più marcato: balzando da 278 a 356 voti.
Ovvio che l’uscita di scena di Vendola, Tabacci e Puppato (15% dei votanti di domenica 25) abbia ridotto l’affluenza: è fisiologico. Ma quasi la metà dei loro elettori livornesi è tornata alle urne e pressoché tutti si sono schierati per Bersani.
Ma qui non è in gioco l’indicazione di voto dei leader, che in questo rimescolamento ben difficilmente possono garantire grossi pacchetti di consensi: è semmai la mancata consonanza con le altre culture politiche del centrosinistra che potrebbe esser stata fatale per il sindaco under 40.
Resta il fatto che neanche nella Collesalvetti del sindaco Bacci (filo-rottamatore) le cose sono andate bene per Renzi: anche se Guasticce, Parrana e Colognole sono gli unici seggi in cui la spunta nel nostro comprensorio.
Per Bersani torna una geografia del radicamento dei consenso che sa di antico: più Pci che Pd. Con Corea, Sorgenti e Shangai al di sopra del 70%.
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