Il Tirreno

Livorno

In prefettura un attacco premeditato

di Federico Lazzotti
In prefettura un attacco premeditato

Bastoni, fumogeni e bombe carta lanciate contro il Palazzo, ma nel corteo molti si dissociano dai disordini

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Cappucci, caschi e sciarpe sulla faccia. Bombe carta, fumogeni e gavettoni di vernice in tasca. E ancora petardi e bastoni sotto le giacche. Le transenne in mano, alzate e usate per aprirsi la strada e poi lanciate contro l’ingresso.

Il commando di una trentina di persone che ha assaltato la prefettura di Livorno era pronto allo scontro e aveva preparato l’attacco sapendo di essere coperto.

È da questa certezza che sono già iniziate le indagini per risalire agli autori dell’assedio al palazzo del Governo avvenuto ieri sera al termine della manifestazione organizzata dall’ex Caserma occupata per protestare contro «le violenze da parte delle forze dell’ordine» avvenute sabato sera in piazza Cavour.

«Livorno non si piega», era, non a caso, la scritta-messaggio sullo striscione che apriva il corteo partito poco dopo le cinque e al quale hanno partecipato circa seicento persone tra cui anche alcuni esponenti della sinistra alternativa.

«Tra i colpevoli – spiega chi indaga – ci sono ragazzi anche giovanissimi». Secondo gli investigatori chi aveva in mente gesti eclatanti come quello dell’attacco alle istituzioni si è nascosto in mezzo al corteo «per uscire allo scoperto nel momento più opportuno».

Le prime avvisaglie che la tensione stava salendo si sono viste quando il serpentone dalla piazza del Comune si è mosso verso la questura. Davanti al parcheggio che porta all’ingresso i manifestanti hanno trovato un cordone di agenti e carabinieri ad aspettarli. «La vostra repressione non ci fa paura, la nostra lotta sarà sempre più dura», gridavano in un faccia a faccia che sapeva di sfida. E poi: «La disoccupazione ti ha dato un bel mestiere di m...». Fino alle offese personali nei confronti del questore «vogliamo le tue dimissioni», e del vicario «colpevole» – secondo i contestatori – di aver dato l’ordine di caricare il giorno precedente.

«La nostra è una dimostrazione pacifica per testimoniare il gesto vergognoso avvenuto ieri in piazza Cavour», è stato il ritornello fino a quando anche chi guidava il corteo non ha perso il controllo di una frangia che si è ingrandita con il passare dei minuti.

Eppure in un paio di occasioni, sempre davanti alla questura il peggio era stato evitato: da una parte gli agenti non hanno ceduto alle provocazioni e dall’altra il servizio d’ordine del corteo è riuscito ad evitare lo scontro.

È nel tragitto che ha portato i manifestanti davanti alla Prefettura che la situazione è degenerata. Prima il lancio di una bottiglia, poi le bombe carta, una delle quali ha colpito un carabiniere, altri tre agenti sono rimasti contusi. Infine i fumogeni per creare un diversivo prima di attaccare, mentre accanto a loro in molti cercavano di fermare il commando senza però riuscirci.

ALTRO SERVIZIO A PAGINA 8

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web