Gioco
I segretari: «Nessuna divisione, da domani si lavora tutti insieme»
Samuele Lippi, cecinese segretario territoriale del Pd, entra nella sede di via Donnini con un sorriso a trentadue denti: «Cecina è tornata bersaniana», afferma soddisfatto. «Sono davvero felice del...
Samuele Lippi, cecinese segretario territoriale del Pd, entra nella sede di via Donnini con un sorriso a trentadue denti: «Cecina è tornata bersaniana», afferma soddisfatto. «Sono davvero felice del risultato – dichiara – e soprattutto sono orgoglioso che in questo ballottaggio abbia prevalso il senso di responsabilità e non ci siano state degenerazioni». Mentre parla appare Renzi sugli schermi e risuonano chiare le parole del sindaco di Firenze “abbiamo perso”. «È un’affermazione che gli fa onore – dichiara il leader territoriale – e sicuramente il suo discorso di apertura è di buon auspicio per il futuro». Già, il futuro. Finite le primarie cominciano le domande per le elezioni politiche e la lotta alle poltrone parlamentari. I renziani hanno perso, è vero, ma la percentuale di consensi ha comunque un peso rilevante. «Sono sicuro che all’interno del partito da domani non ci sarà nessun problema – afferma deciso Lippi – Anzi, la nostra apertura è totale. In settimana incontrerò i coordinamenti e inizieremo subito a collaborare». Stessa sicurezza mostrata anche da Yari De Filicaia, segretario del Pd livornese, che afferma: «Non credo sarà un problema tenere insieme le diverse idee. Da domani esiste solo il Pd, tutti insieme. Bersani ha vinto, ma non tenere conto dell’altra corrente sarebbe un errore che non commetteremo. Abbiamo cominciato un percorso di rinnovamento e ora lo porteremo avanti tutti insieme, più forti». E riguardo alla lotta per Roma De Filicaia parla di nessuna divisione fatta con il bilancino: «Ora abbiamo cose più importanti a cui pensare a partire dalla riorganizzazione dei territori e l’emergenza abitativa». Una cosa, però, è certa: «Se non cambierà la legge elettorale faremo sicuramente le primarie per i parlamentari». E conclude: «Voglio ribadire la mia gioia e soddisfazione per queste primarie. Un esempio favoloso di partecipazione. Chiedo scusa a chi voleva votare al ballottaggio e non c’è riuscito. Le regole erano confuse e questo è stato un nostro errore. Ci servirà per il futuro». (l.m.)
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