Il Tirreno

Livorno

Cosimi e Kutufà condannano le violenze

Cosimi e Kutufà condannano le violenze

Il segretario Pd De Filicaia apre però al dialogo «con le persone che manifestano su temi sociali»

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LIVORNO. I disordini che si sono verificati in centro e che sono culminati con l’assalto di un gruppo di antagonisti alla prefettura, hanno suscitato una serie di reazioni. A partire dal sindaco Alessandro Cosimi, che ha voluto esprimere la sua preoccupazione per l’accaduto.

«Credo che bisogna scegliere una strada che ci consente di tenere aperti canali di discussione: non è il conflitto che spaventa - afferma - Ma non è accettabile né in nessun modo sopportabile se qualcuno pensa di poter interrompere le manifestazioni politiche e creare spazi dove esercita la violenza come rappresentazione di sé. Nella situazione di sabato c'era stata l'agibilità politica della città, poi le questioni sono precipitate nel momento in cui c'è stata tensione dopo che era terminata tutta l'iniziativa. E quel che è accaduto domenica addirittura non è nemmeno commentabile. Dunque, agibilità politica e spazi della città ma assoluta condanna dei comportamenti violenti».

Sullo stesso tono la dichiarazione del presidente Giorgio Kutufà: «Condanno, come sempre, ogni forma di violenza. In una situazione di oggettiva tensione e difficoltà economica e sociale occorre da parte di tutti il massimo equilibrio volto a evitare l'insorgere e il propagarsi di focolai di protesta e di violenza. Mi auguro che episodi come questo non abbiano a ripetersi».

Sull’altro fronte, ecco la posizione degli studenti e i precari della Caserma Occupata. «Parecchi passanti - scrivono - si sono uniti al corteo che si è ingrossato fino all'arrivo davanti alla Prefettura. Quello che è successo in quel frangente è la risposta spontanea e incontrollabile dei cittadini livornesi che da sempre ripudiano qualsiasi tentativo di imposizione e di controllo autoritario del territorio. La rabbia popolare è stata incontenibile e la presenza provocatoria e di massa dei poliziotti e della celere hanno fatto il resto. Ci scusiamo per il giornalista aggredito e comunichiamo la nostra totale estraneità al gesto. Le dimissioni del Questore sono un atto dovuto nei confronti della città».

Parole di condanna sono invece arrivate dalla politica.

«Mi turba quello che è accaduto - dice Yari De Filicaia, segretario Pd - Non sono abituato a giudicare quello che fanno gli altri e anche se siamo stati tirati in ballo e al centro di contestazioni in più di una circostanza non ho detto niente. . Ma non posso non commentare quello che è accaduto negli ultimi tre giorni: mi pare che ci sia parecchia attenzione, da parte di questi manifestanti, rispetto a quello che fa il Pd, che hanno chiamato direttamente in causa. Qualcuno, forse, si sente in condizione di dire e fare quello che vuole. Io condanno quello che è accaduto oggi, ma dico anche che noi abbiamo sempre cercato il dialogo e la volontà è di continuare a farlo. Anche perché le persone che oggi manifestano su molti temi sociali, vedi la casa, si sono fatte carico direttamente del problema. Contatterò queste persone: forse se abbiamo fatto un errore, come partito, è stato di non aprire un dialogo prima».

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