Il Tirreno

Livorno

Portuali all’attacco «Sull’Alto Fondale accordi ma non blitz»

Portuali all’attacco «Sull’Alto Fondale accordi ma non blitz»

Raugei: disponibili a cercare soluzioni di interesse comune ma finora all’Authority non abbiamo dato nessun via libera

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LIVORNO. Il piano dell'Authority per dare alle crociere la priorità rispetto alle navi merci per l'accosto all'Alto Fondale non è accettato con il sorriso sulle labbra da parte della Compagnia portuali (e della sua controllata Cilp) come poteva apparire nei primi annunci di Palazzo Rosciano. Lo dice chiaro e tondo Enzo Raugei, presidente dei portuali, segnalando che le anticipazioni di stampa «sul documento in bozza, e sottolineo bozza, del Pot» (piano operativo triennale) hanno sollevato preoccupazione su tre fronti: i lavoratori (per «le possibili ricadute sul lavoro»); i «nostri primari clienti» (che «vedono in forse il rispetto degli obblighi contrattuali»); il collegio sindacale dell'azienda (che teme «il depauperamento dei valori aziendali»). Senza contare che tutto questo – afferma – piomba nel bel mezzo di una «fase estremamente delicata per il rinnovo commerciale di importanti contratti», e dunque anticipazioni di questo genere «possono creare danni all'azienda di cui poi qualcuno dovrà rispondere in merito al danno emergente e al lucro cessante».

A chi gli ricorda che l'Authority aveva segnalato la disponibilità dei portuali, Raugei ribatte che «la nostra disponibilità è solo ed esclusivamente ad un confronto per ricercare soluzioni che consentono di coniugare al meglio le due attività: quelle legate ai prodotti forestali con quelle del traffico crocieristico per la stagione 2013». Lo dice ripetendo che «nulla deve cambiare in ordine alla operatività e alla disponibilità di accosti, piazzali e magazzini che oggi abbiamo in titolo con destinazione d'uso al traffico commerciale, principio del resto sancito anche nel documento approvato dal consiglio comunale a grande maggioranza e senza voti contrari». E aggiunge poi: «Ogni anticipazione del piano regolatore o sta dentro il principio descritto o tutto rimane com'è, e su questo i nostri legali sono già allertati».

I portuali non chiudono la porta a intese che consentano di governare la fase transitoria nel 2013 in attesa di sistemare i fondali del Molo Italia lato nord, dove sarà spostata l'attività di Cilp per i prodotti forestali: la soluzione «può essere trovata con ragionevolezza e nel rispetto dei soggetti interessati».

È sbagliato valutare l'utilizzo della concessione «sulla base del numero degli accosti e non in ordine al volume di affari generato, alla quantità di merce movimentata, alle giornate di lavoro dirette e indotte». Che fare quindi per le priorità di accosto al 46 e al 47 per le crociere? Raugei è disposto a dire ok ma a patto che: 1) sia data « contemporanea priorità» alle «nostre navi sulla sponda sud del Molo Italia nei 180 mt pubblici verso la radice, ovviamente solo in caso di necessità dovuta alla compresenza di navi cruise sul 46/47 e commerciali sugli altri accosti»; 2) quella degli accosti 46-47 «rappresenti, in caso di saturazione degli ormeggi, l'unica priorità per il bacino Alto-Fondale/Molo Italia riservata al traffico crocieristico».

Il presidente della Compagnia portuale contesta poi il meccanismo di reciprocità tra Cilp e altri concessionari: «Non è fattibile perché, al di là degli accordi e delle deroghe emanate dall'Authority, su tutto sovrasta la legge e la responsabilità giuridico amministrativa e di sicurezza, da parte dei soggetti concessionari». In particolare: è tassativamente vietato a un soggetto art. 18 «lavorare con propri uomini e mezzi in casa di un altro concessionario», invece è possibile che «avvenga su un molo pubblico purché sia utilizzato, per le operazioni, un art.16 o personale art.17». Quanto al magazzino ex Dole, Raugei ricorda che esiste «un protocollo che prevede una sequenza di condizioni precise»: se non si rispettano o non si realizzano, torna «tutto in discussione».

Raugei tiene infine a sottolineare di voler chiarire le questioni ma «senza che questo pregiudichi la disponibilità a trovare soluzioni, nel rispetto delle nostre primarie esigenze lavorative». E ribadisce: «Ogni anticipazione su accettazioni di ipotesi sulle quali si deve discutere appare sicuramente di disturbo e non favorisce un clima di collaborazione».

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di Redazione web