Gioco
Ruba e mangia biscotti Denunciato un senzatetto
Magrebino con permesso umanitario consuma il pacco per fame nel supermercato Valore del furto: due euro. Viene visto dalla vigilanza che chiama la polizia
LIVORNO. Aveva fame e non sapeva come fare. In tasca neanche un soldo. Così giovedì mattina un giovane marocchino di 28 anni è entrato al supermercato Pam di piazza Saragat a Corea. E lì, tra gli scaffali, ha visto un pacco di biscotti. Valore circa due euro. Li ha presi, li ha aperti e mangiati. E poi ha cercato di nascondere il pacco vuoto. Ma è stato notato dalla vigilanza e segnalato alla polizia. Gli agenti delle volanti a quel punto non hanno potuto fare altro che denunciarlo. Un provvedimento obbligato, ma fatto a malincuore. Rubare è reato. Un reato odioso che va punito. Il giovane, come emerso dagli accertamenti della polizia, è anche già conosciuto per reati contro il patrimonio. Ma l’episodio fa discutere. Un pacco di biscotti, mangiati sul posto, e con un basso valore commerciale. Quando si ruba per fame, facendo un danno così irrisorio, è giusto chiamare le forze dell’ordine?
«Nessuno ha pensato di offrire due euro a quel poveretto? - dice un residente della zona. Se fossi stato presente glieli avrei comprati io quei biscotti. È giusto rispettare le leggi, ma così facendo si rischia di essere troppo rigidi perdendo di vista l’umanità».
L’allarme è scattato intorno alle 11 quando il direttore del supermercato, avvisato dalla vigilanza, ha chiamato il 113 per un furto in atto. Il marocchino, infatti, già tenuto d’occhio dal personale del supermercato, è stato visto oltrepassare le casse nascondendo il pacco ormai vuoto. La polizia dal canto suo non ha avuto scelta. In questi casi, la denuncia scatta d’ufficio perché non si tratta di un furto semplice, bensì aggravato dal danneggiamento. Il pacco infatti è stato rotto sul posto dal giovane, che ha danneggiato la confezione ovviamente allo scopo di mangiare i biscotti. Non c’è stato invece l’arresto, che non è obbligatorio e che forse sarebbe stato un provvedimento davvero eccessivo e pesante.
Il giovane, dal canto suo, ha detto solamente che a spingerlo a fare quel gesto è stata la necessità. «Avevo fame», ha dichiarato il 28enne.
Il ragazzo, nel momento in cui è stato identificato per formalizzare la denuncia, è stato portato nella caserma della questura in viale Boccaccio. E lì dagli accertamenti è emerso che era regolare sul territorio, anche se ancora per poco. Il giovane infatti è arrivato in città lo scorso anno con un permesso di soggiorno umanitario, che però è scaduto. In ogni caso, il marocchino ha ancora un mesetto di tempo per poter chiedere il rinnovo. Quindi nei suoi confronti non è scattato alcun provvedimento per la clandestinità.
D’altro canto c’è anche da dire che i supermercati, specialmente in tempi di crisi, sono bersagliati da furti ogni giorno e hanno l’obbligo di segnalare questi casi.
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