Sicurezza
«Il vento del rinnovamento ormai è partito»
Renziani polemici sulle regole del ballottaggio: «Ma Matteo ha già vinto». Caccia ai voti di Vendola
LIVORNO. «Se l’intenzione era di evitare che al ballottaggio votassero elettori del centrodestra bastava far firmare di nuovo l’adesione al programma della coalizione. Comunque gli escamotage servono a poco: nessuna regola fermerà il vento di rinnovamento che ormai soffia sul Paese». A pronunciare queste parole è il renziano Alberto Batini, figlio del Giuseppe leader dei pro-Tabacci livornesi.
Insieme agli assessori Mauro Grassi e Riccardo Demi, al presidente della 3 Giovanni Battocchi, al leader del comitato labronico Daniele Bettinetti e ai simpatizzanti, ieri ha lanciato l’ultimo appello al voto di Renzi.
Sul fronte renziano la polemica sulle iscrizioni blindate non si placa. «All’inizio – dice Demi – a livello regolamentare c’era uno spiraglio, tant’è che sono servite due delibere da Roma per chiudere le registrazioni. Di fatto, neppure se dimostri di essere stato in orbita intorno alla terra riesci a iscriverti. Così il centrosinsitra perde migliaia di elettori». Demi oggi siederà al tavolo del comitato che valuterà le domande arrivate in via Donnini. «Il nodo – taglia corto – è tutto politico: non ci penso nemmeno a sindacare su ogni domanda, o votano tutti o non vota nessuno». «Anche Hollande in Francia – gli fa eco Grassi – ha vinto dopo la riapertura dei seggi a tutti».
Passata la partita delle regole, i renziani mettono l’accento sull’«unico candidato che non è legato a un establishment, a un apparato definito e che ha le mani libere per affrontare le nuove sfide della società». «Devo dire grazie a questo ragazzotto un po’ arrogante – ironizza Battocchi – che ha avuto il coraggio di sfidare il gruppo dirigente e che ha fatto capire di essere all’altezza. Grazie perché ha riportato i giovani a parlare di politica. Oggi è l’unico capace di avvicinare parti della società civile distanti dai partiti». «In una Livorno dove quasi tutto l’apparato è bersaniano – sottolinea Bettinetti – quel 36 per cento raggiunto al primo turno è il segno che la gente ci chiede di continuare sulla strada del rinnovamento e della partecipazione. Dovremo cercare di non perdere questo consenso vero, non di tessere». Ma cosa accadrà nel partito una volta chiusa la sfida? «L’intenzione – riprende – è di collaborare con chi ha voglia di parlare di cose concrete, anche perché sia a livello locale che nazionale avremo appuntamenti importanti». Intanto è iniziata la caccia - anzi l’adozione, per dirla alla Renzi – degli elettori vendoliani. «Non è affatto scontato che votino Bersani. E anche a Livorno sono molti...». «In ogni caso – chiudono i renziani – quel 36% raggiunto in città è già un gran risultato che non potrà esser ignorato...».
Juna Goti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
