Gioco
Un nuovo stile di vita in carcere
Nel progetto la prevenzione dentale e la lotta contro il fumo
LIVORNO. Èstato presentato ieri mattina il progetto "Stile di vita in carcere" dell'Asl di Livorno presso "Le Sughere" per il miglioramento delle condizioni dei detenuti. Prendersi cura dei pazienti in carcere significa saper mediare fra le tante problematiche di malattie complesse e le fragilità dell'individuo.
Il progetto si concentra sulla prevenzione dentale e la lotta al fumo, attività rivolte sia alle persone recluse che agli operatori della polizia penitenziaria. «Siamo grati di questo progetto -dice Lucio Coronelli- affinché il carcere non venga vissuto come un "non-luogo" ma come un posto di passaggio per reinserirsi nella società. Grazie quindi all'Arci e al percorso trasversale di inclusione socio-lavorativa e all'Asl che difende il diritto alla salute delle persone detenute».
I progetti attivi nel carcere sono infatti volti a rappresentare un concreto accompagnamento della persona nel recupero del rapporto sia personale che professionale con la comunità, come sottolinea il dottor Lavazza «ai detenuti sarà distribuita una borsa, realizzata nell'ambito del progetto Gattabuia (Arci), con un kit di oggetti sanitari per promuovere abitudini volte alla prevenzione di malattie croniche considerando che il mondo carcerario è un ambiente patogeno». La Farmacia Farneti ha messo a disposizione oltre 300 kit di dentifricio e spazzolino. «La lotta al tabagismo si inserisce in percorso rivolto agli agenti di polizia, a cui verrà somministrato un questionario, per individuare le cause e le motivazioni che inducono al fumo e poter smettere con l'ausilio offerto dal servizio Centro Antifumo», dice Fredianelli responsabile sanitario del carcere. «Abbiamo deciso di scommettere sulle piccole cose, le abitudini quotidiane che hanno la possibilità di restare impresse», continua Tiso responsabile sanità carceraria dell'Asl. Parole appoggiate anche da Becherini, responsabile del progetto che afferma «lo slogan scelto, liberi di cambiare, sottintende l'unione ideale fra il cittadino libero e il recluso nell'ambito della difesa della salute». Nelle shopper sono stati inseriti dei messaggi che spiegano le norme igieniche nelle lingue di origine dei detenuti grazie alla collaborazione delle operatrici del Cesdi.
Giulia Mancini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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