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Livorno

Soroptimist, convegno sulla “dipendenza da web”

Soroptimist, convegno sulla “dipendenza da web”

Gli specialisti hanno indagato tutti gli aspetti di un nuovo tipo di dipendenza che può portare anche a gravi difficoltà nei rapporti sociali e nella salute fisica

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LIVORNO. “Nelle maglie della rete. Esiste la dipendenza dal web?” Questo il tema di un convegno organizzato dal Soroptimist club di Livorno, da sempre sensibile alle problematiche giovanili. Numerosi i relatori intervenuti, moderati dal direttore de “Il Tirreno” Roberto Bernabò. Quasi la metà dei giovani preferisce le relazioni virtuali a quelle reali- ha detto Elisa Amato, dirigente dell’Ufficio Scolastico della Provincia di Livorno. – E’ possibile fare prevenzione attraverso la conoscenza, ed interventi coordinati da tutte le agenzie formative e le istituzioni. A tale proposito, il prefetto Tiziana Costantino, presente all’incontro, sta lavorando per la realizzazione di un protocollo d’intesa con la prefettura, le forze dell’ordine, i Comuni di Livorno e Piombino, la Procura della Repubblica, l’Università di Pisa e l’Asl.

Il Soroptimist club di Livorno- ha detto la presidente Maria Raffaella Calabrese De Feo- ha attivato uno sportello telematico di ascolto e orientamento collegato con il Reparto di Neuroscienze di Firenze al quale possono rivolgersi ragazzi e genitori o chiunque sia interessato al problema della dipendenza: è sosrete@soroptimistlivorno.it. Giacomo Grassi, dell’Università di Firenze, uno dei relatori del convegno, curerà a tale proposito degli interventi mirati nelle scuole in collaborazione con l’Ufficio Scolastico. Presente al convegno anche la presidente nazionale Soroptimist, Flavia Pozzolini, che ha lodato l’iniziativa, efficace a 360 gradi in quanto in linea con gli scopi statutari del club. L’Italia fortunatamente- ha detto- non è tra i paesi più a rischio tra quelli dell’Unione Europea.

A indagare il concetto di dipendenza nell’ambito del rapporto tra apprendimento e autonomia è stato Alfonso Maurizio Iacono, dell’Università di Pisa, spiegando che, paradossalmente, più apprendiamo e più diventiamo dipendenti ma nello stesso tempo autonomi. E’ necessario saper distinguere, avere un buon accesso alle fonti, saper governare le informazioni. A questo proposito- ha aggiunto- la scuola deve formare, non fare concorrenza a internet. Il rischio dell’uso eccessivo del computer è quello, soprattutto per i giovani che non sono ancora completamente formati, di sviluppare una sorta di seconda vita parallela a quella reale. –La dipendenza da internet esiste- ha detto Stefano Pallanti, dell’Università di Firenze- e sta per essere introdotta nel Manuale statistico diagnostico dell’American Psichiatric, non come patologia ma come un comportamento problematico. Non dimentichiamo che un uso eccessivo di internet può portare a embolia, perdita di senso del tempo, negazione dei bisogni primari, ansia, irritabilità. Un aspetto particolare e quello del gioco d’azzardo on line (utente gambler), dove si può sviluppare dipendenza con risultati disastrosi. Il gambling- ha spiegato Gacomo Grassi- ha come elemento centrale la non razionalità, ed è spesso associato all’uso di droghe ed alcol. Il convegno si è concluso con una tavola rotonda moderata dal prof. Grassi dove alcuni studenti hanno raccontato la loro esperienza in rete: le ragazze lamentando di passarci troppo tempo, spesso per colmare l’assenza di coetanei con cui confrontarsi in famiglia; i ragazzi ponendo in evidenza come su internet sia possibile una comunicazione più spontanea ma che questo comporti anche dei rischi per la salute e il profitto scolastico, per le ore sottratte al sonno e allo studio.

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