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Le guardie ambientali chiedono nuove regole

Le guardie ambientali chiedono nuove regole

Seminario regionale a San Rossore per affrontare i nodi aperti del servizio Gav: serve più collaborazione tra gli enti e maggiore collegamento con la protezione civile. Con un occhio al contributo dei portatori di handicap

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SAN ROSSORE. Regionalizzare il servizio delle Gav anche in vista di un possibile mutamento istituzionale degli enti locali, intensificare la collaborazione tra le diverse realtà toscane, utilizzare al meglio, integrandole nelle strutture della Protezione Civile Regionale, le guardie ambientali in modo da poter sfruttare la loro disponibilità e soprattutto la loro conoscenza del territorio.

Sono questi i punti chiave emersi dal 3° Seminario Regione Toscana delle G.A.V. che si è tenuto nei giorni scorsi nel Parco di San Rossore, scelto per la sua importanza ambientale e per la sua posizione baricentrica rispetto a tutta la Toscana, come sede del coordinamento regionale delle G.A.V.

Dopo il saluto del presidente del Parco Fabrizio Manfredi e l'introduzione del comandante dei Guardiaparco dottor Paolo Benedetti, il seminario, ha proceduto alla conferma ai vertici regionali dei coordinatori di Livorno, Giovanni Neri, del Parco di San Rossore Gian Luca Pericoli e di Pisa Alessio Bimbi ed ha sollecitato la Regione ad approvare le nuove direttive tecniche che dovranno andare ad ammodernare la legge 7/98 che ha istituito le Guardie Ambientali Volontarie.

Il nuovo regolamento punta a inserire a pieno titolo le G.A.V. nell'organico della Protezione Civile, vista anche la grande conoscenza del territorio, modificare la distribuzione dei fondi ripartiti non più a testa ma in base alle ore di servizio effettuate da ogni G.A.V., istituzionalizzare una scadenza biennale del seminario regionale, e cosa più importante, ammettere all'interno dei servizio anche i portatori di handicap fisici, svincolandoli dalle prove che per la loro condizione non sono in grado di sostenere, istituzionalizzare una scadenza biennale del seminario regionale.

Bilancio positivo infine per quello che riguarda l'attività delle Gav, una realtà costituita oggi da oltre 500 volontari diffusi su tutto il territorio toscano, anche se ancora non in modo uniforme, ed impegnati nella diffusione della legalità ambientale e nella lotta al bracconaggio, all'abbandono indiscriminato dei rifiuti, nella repressione degli incendi boschivi e in una serie di leggi che vanno dalla tutela degli animali di affezione alla raccolta dei prodotti del sottobosco, dalla pesca nelle acque interne alla protezione civile.

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