Il Tirreno

Livorno

L’avvocato che salvava gli ebrei

di Giorgio Carlini
L’avvocato che salvava gli ebrei

Giovanni Gelati e la moglie Lydia proclamati “Giusti fra le nazioni”. La cerimonia in sinagoga

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Chi salva una vita, salva il mondo intero». L’insegnamento contenuto nel Talmud, uno dei testi sacri dell’ebraismo, è risuonato ieri mattina nel tempio ebraico, quando l’avvocato livornese Giovanni Gelati e sua moglie Lydia Cardon sono stati insigniti dallo Stato di Israele del riconoscimento alla memoria di “Giusti tra le nazioni”. Giovanni e Lydia non salvarono solo Arnoldo e Piera, figli dell’amico Cesarino Rossi, bensì – è stato sottolineato – l’intera umanità, grazie al loro gesto coraggioso nel momento drammatico del genocidio nazista.

In sinagoga, insieme ad Arnoldo e Piera Rossi, erano presenti i discendenti dei coniugi Gelati: la figlia Giovanna, i nipoti Giorgio e Marco e gli altri parenti. Molte le autorità politiche, civili, militari e religiose che hanno partecipato alla cerimonia. Sono intervenuti, tra gli altri, il rappresentante dell’Ambasciata d’Israele Sara Ghilad, il presidente della Provincia Giorgio Kutufà, il prefetto Tiziana Costantino, l’assessore comunale Mario Tredici e il sindaco di Coreglia Antelminelli Valerio Amedei.

Proprio a Coreglia (dove si trasferirono nel ‘43 dopo il bombardamento di Livorno) Giovanni e Lydia si guadagnarono l’onorificenza, assegnata ai non-ebrei che hanno rischiato la vita per salvare gli ebrei durante la Shoah.

L’avvocato Gelati, antifascista, non solo sostituì il podestà del paese (rapito dai partigiani) mediando i rapporti con gli occupanti tedeschi per la salvezza degli abitanti. Fece di più: accolse nella sua famiglia i figli dell’amico ebreo Cesarino. Aiutato dalla moglie Lydia fece in modo che nessuno potesse sospettare che Arnoldo e Piera fossero ebrei, salvandoli così dalla deportazione. Un gesto generoso, ma al contempo spontaneo e naturale per chi coltivava valori di rispetto e rettitudine, pur in un mondo che sembrava andare in tutt’altra direzione.

«Il coraggio dei coniugi Gelati e dei 24 mila “Giusti tra le nazioni” ci ha permesso di essere qui oggi», sottolinea Vittorio Mosseri. Il massimo rappresentante della Comunità ebraica livornese ha ricordato anche la figura di Piero Cassuto, scomparso martedì scorso: «Un riferimento – afferma Mosseri – per il sottoscritto e per l’intera Comunità».

«L’onorificenza – spiega Giorgio Bernard, nipote di Giovanni e Lydia – rende tutti noi orgogliosi. Questa giornata amplifica il ricordo dei miei nonni, persone ordinarie e comuni, capaci però di fare qualcosa di incredibile».

Giorgio, commosso, ha raccontato di quando chiedeva a suo nonno di narrargli le sue gesta eroiche. Ma lui, Giovanni, spesso preferiva sorvolare, oppure trattava con assoluta semplicità quelle azioni straordinarie.

La cerimonia si è conclusa con la consegna della medaglia a Giovanna Gelati. Da oggi i suoi genitori, Giovanni e Lydia, sono Giusti tra le nazioni. A ricordarlo, nel memoriale dello Yad Vashem di Gerusalemme, c’è una targa con un albero a loro dedicato: perché non vada perso il nome (e il ricordo) di chi ha fatto del bene.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web