Il Tirreno

Livorno

Ecco l’esercito dei “giustificati”

Ecco l’esercito dei “giustificati”

C’è chi porta il certificato medico e a chi gli hanno rubato in casa: «Democrazia significa farci votare»

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Domenica scorsa non ho potuto iscrivermi e votare perché ho avuto tutto il giorno febbre alta e diarrea». Punto.

Ecco il primo messaggio arrivato ieri mattina, di buonora, alla sede del Pd di via Donnini. L’ha spedito via e-mail un livornese che come altri 500, nel corso della giornata, ha chiesto di poter partecipare al ballottaggio di domenica nonostante non si sia iscritto alle primarie entro il 25 novembre e quindi non abbia votato al primo turno.

Giustificazione via e-mail o a mano, via fax o consegnata direttamente alla portineria del quartier generale del partito. Così gli elettori sono tornati sui banchi di scuola: «Signora maestra non ho fatto i compiti a casa perché...». Quel «perché» ha aperto un mondo. Tra le giustificazioni piovute alle Sorgenti è spuntato di tutto: c’è chi racconta di una diarrea dell’ultim’ora, chi parla di problemi di salute, chi scrive di un furto in casa e chi cita semplicemente la delibera emanata dal coordinamento nazionale («non ho potuto iscrivermi prima per cause indipendenti dalla mia volontà») senza però scendere nei dettagli.

Nell’esercito di giustificati sembrano esserci sia elettori di Bersani che di Renzi, più qualche new entry.

Non è un volto nuovo quello di Bruno Romiti, 86 anni, iscritto alla Valle Benedetta. Ieri, poco prima delle 16, ha raggiunto la portineria della sede Pd, alle Sorgenti, insieme alla badante, Maria Machis (50 anni). In mano la tessera elettorale, un documento di identità e il certificato del medico di famiglia. Sulla porta incontra proprio il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, e il numero due Alessio Ciampini. «Ieri ho telefonato venti volte a quattro numeri diversi, oggi ho deciso di venire di persona. Pensavo di iscrivermi direttamente domenica scorsa, subito prima di votare, ma mi sono sentito male. Guardate, ho portato il certificato medico. Anche Maria, che ha diritto di voto, non è potuta uscire per assistermi. Quando mi farete sapere se posso votare?».

Insieme alla domanda lascia il numero di telefono, sperando che il coordinamento non bocci la richiesta arrivata in extremis. «Se così fosse – dice con piglio subito fuori dalla sede - povera democrazia, si avvierebbe verso il tramonto...».

Pochi minuti prima a farsi avanti è Gaetano Carabella (65 anni), «da sempre elettore del centrosinistra», che chiede di iscrivere anche la moglie Rosa.

Porta con sé una giustificazione scritta a mano, in corsivo, e firmata: «Chiedo di poter votare congiuntamente a mia moglie non avendolo potuto fare il 25 novembre a causa di una forte influenza patita in quei giorni. Fiducioso del buon esito...».

Juna Goti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

ALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 2 - 3

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa