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Livorno

Cannito conferma le dimissioni per protesta

Non sono bastati gli attestati di stima bipartisan a convincere Marco Cannito a tornare a presie- dere la commissione affari istitu- zionali. «Mi sono dimesso in con- trasto con l'azione di riassetto...

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Non sono bastati gli attestati di stima bipartisan a convincere Marco Cannito a tornare a presie- dere la commissione affari istitu- zionali. «Mi sono dimesso in con- trasto con l'azione di riassetto pu- nitivo decisa dal Pd», dice Canni- to: «Questo clima ha l'unico effet- to di nuocere alla città, facendo perdere funzionalità al consiglio. I problemi vanno affrontati, non si risolvono cambiando i presi- denti. Non resto per coprire rese dei conti». A fargli cambiare idea non è servita neanche la minaccia di uno stallo nell'elezione causata dall'articolo 17 del regolamento che, assegnando la presidenza delle commistioni di garanzia alle opposizioni, ed essendo già anda- ta al Pdl la seconda (bilancio), lo lasciava come unico possibile can- didato. «Già quello è stato un er- rore, – attacca Giannini (Sel) – il sindaco in apparente reazione u- morale ha deciso una ricomposi- zione a tutto vantaggio del centro destra». Concordi nel rifiutare questa visione sia i rappresentan- ti del Pd («il riassetto è stato deci- so correttamente: all'interno del- la conferenza dei capigruppo», come sostieneGulì) sia quelli del Pdl («solo di un normale riallinea- mento di fronte a una mutazione della minoranza”, sostengono A- madio e Tamburini. «È una preci- sa manovra contro l'Idv, solo noi abbiamo perso membri nelle com- missioni» segnala Del Lucchese.

«A questo punto invieremo una nota al presidente del consiglio – conclude Adriano Tramonti (Pd) – occorrerà ricomporre la commis- sione includendo altri esponenti delle opposizioni, per permettere di nominare un presidente».

Carlo Fantoni

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