Gioco
Renzi e Bersani in tv scontro a tutto campo
Il sindaco attacca in maniche di camicia: «No all’inciucio con Casini». Il segretario: «L’ultima volti che siamo andati da soli ha vinto Berlusconi»
ROMA. Nessun far play, nel duello televisivo tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi, questa volta la posta in gioco è la premiership del centrosinistra e il conto alla rovescia è cominciato. Come prevedibile, viste le stilettate tra i sostenitori dei due candidati sulle regole per poter votare al ballottaggio, tra il segretario Pd e il sindaco di Firenze è stato un vero match. Anche se Bersani ha voluto sottolineare con una bella foto scattata nel suo studio il clima sereno e ridanciano con cui è arrivato all’appuntamento. Ma in studio tutto è diverso. E i due candidati litigano su tasse, fisco, industria e finanziamenti ai partiti, riforma pensioni e alleanze.
L’ultima battaglia prima del duello tv si è consumata a suon di circolari. Ad aprire le ostilità sono stati i renziani che dopo aver messo in dubbio il conteggio dei voti al primo turno hanno chiesto il riconteggio a Roma perdendo 70 voti. Poi hanno contestato le regole del ballottaggio. Chi potrà votare al secondo turno? Chiunque voglia, assicura Renzi, è sufficiente una email. Ma lo staff di Bersani prima, e i garanti del partito poi richiamano il sindaco al rispetto delle regole. Per votare si dovrà chiedere una deroga al coordinamento provinciale ma lo si potrà fare anche via mail o fax entro venerdì alle 20. Sabato gli elettori che saranno dichiarati idonei riceveranno il loro certificato elettorale.
Due podi e stesse domande. inizia Renzi. L’Ocse dice che il calo del consumi è il peggiore dalla seconda guerra mondiale? Che fare? «Bisogna rimettere i soldi intasca al ceto medio, io dico subito 21 miliardi da distribuire 100 euro a testa a chi guadagna meno di duemila euro al mese». «La Banca d’Italia ci dice che è da 5 anni che il reddito delle famiglie sta calando, l’anno prossimo bisogna cominciare a fare qualcosa, io non prometto 20 miliardi ma un giro di solidarietà fiscale per rimettere in moto i consumi e anche qualcosa su prezzi e tariffe».
Tasse. «Si paga molto perché non si paga tutti, per umanità mandiamo l’ambulanza a chi non paga le tasse, ancora c’è l’idea che chi evade ruba allo Stato, no ruba a chi sta pagando», dice Bersani. «Sull’evasione fiscale qualche responsabilità ce l’abbiamo anche noi del centrosinistra: sei stato al governo 2547 giorni, dobbiamo porci il problema di quel che abbiamo fatto», ribatte Renzi. «Equitalia mica l’abbiamo inventata noi», controreplica il segretario. La lotta all’evasione passa «dall’andare a prendere i soldi in Svizzera se ci sono», attacca Renzi. Duro Bersani: «Se c’è gente che preferisce il passerotto in mano al tacchino sul piatto, io sul condono fiscale non sono d’accordo».
Anche sul finanziamento pubblico i candidati la vedono diversamente. «Abolire il finanziamento pubblico ai partiti, rinuncia ai vitalizi, mi rendo conto che può sembrare demagogico ma c’è stato un referendum», chiede Renzi. «Abbiamo ottenuto l’abolizione del vitalizio e il dimezzamento dello stipendio dei parlamentari, io non mi rassegno che solo i ricchi possano fare politica», replica Bersani. Scontro anche su riforma pensione e crisi industriale. «Su questi temi abbiamo qualcosa da farci perdonare» attacca Renzi. Sull’Ilva «si è lasciato fare alla famiglia Riva quello che ha fatto». Botta e risposta anche sulle pensioni . «Sarebbe facile dire sì torneremo indietro, io dico di no, la riforma Fornero è giusta» dice Renzi. «La questione non è chiusa finchè non si trova qualcosa per gli esodati» ribatte Bersani. Quanto a Monti il segretario ammette: «Tutti pensiamo che si deve andare un po’ oltre». Bersani vuole il doppio turno e l’alleanza con i moderati. «Vendola chiede a Bersani profumo di sinistra, questa ipotesi profuma di inciucio» affonda Renzi. «Non vogliamo l’Udc e non vogliamo Vendola...» L’ultima volta che abbiam voluto fare da soli ha vinto Berlusconi», ricorda però Bersani.
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