Gioco
La sfida in Tv vista da dieci livornesi
Dallo stilista al comunicatore, dal politico all’attore, dallo studente al pensionato: le impressioni sui candidati
Dunque queste primarie del centrosinistra sembra facciano bene anche alla Tv. Chi ha i capelli bianchi ricorda le Tribune elettorali del paludatissimo Jader Jacobelli e tutti abbiamo presente le sbraitanti piazze catodiche di Michele Santoro. Ieri milioni di italiani sono stati incollati al piccolo schermo per giudicare due avversari educati, che si rispettano ma, soprattutto, che cercano di ragionare sui programmi: lavoro, pensioni, Medio Oriente, industria, ambiente. E le cose sono migliorate anche rispetto a una settimana fa, quando gli studi di XFactor trasmettevano un alto tasso ansiogeno.
Due politici, due leader che si confrontano sulle cose che interessano alla gente comune.
Abbiamo chiesto a dieci livornesi di commentare il dibattito facendo ricorso alle loro specifiche professionalità: Cosimi e Bacci (due sindaci, uno bersaniano, l’altro renziano), una stilista (giudizio sui vestiti), un attore (giudizio sul come stare in scena) un pensionato (la riforma delle pensioni) e così via. Un vendoliano, visto che la scelta dei sostenitori di Nichi Vendola, al di là degli incontri romani, non è così scontata ma può rappresentare l’ago della bilancia.
Tutto per offrire un ventaglio di punti di vista che permetta di guardare con occhi diversi una discussione che riguarda tutti. Non solo il centrosinistra.
In questo scontro dagli accenti e dal gesticolare tutto emiliano e toscano - con Bersani che regala un «meglio un passerotto in mano che un tacchino sul tetto» (Crozza ringrazia) e Renzi che non tiene le toscanacce «ciaffate» – c’è chi non riesce a sentire, come Lamberto Giannini (Sel) «profumo di sinistra» e bacchetta i due candidati sul tema della lavoro e della riforma Fornero. Enzo Cozzolini (esodati) premia, invece, il punto di vista proprio sul lavoro di Bersani.
Un giovanissimo come Luca Prex, studente universitario, si schiera con Renzi, «che capisce meglio le nostre esigenze». Dal modo dell’”altra Italia”, la mediatrice Cesdi, Rosa Ayala Sosa, dice di fidarsi di più del segretario e in generale plaude a quella parola «migrante» che saluta l’«extra-comunitario» e il «clandestino».
Il comico, attore, pittore Dario Ballantini dà un bel 9 alle doti comunicative di Renzi e regala una curiosità: «Mio padre ha votato Bersani, io Renzi, siamo proprio l’emblema del cambiamento generazionale». Cosimi parla di «sana arroganza giovanile» a contrasto con «preparazione ed esperienza». Bacci viaggia col collega fiorentino su «quel binario che finalmente si allarga». Ora tocca al binario del ballottaggio...
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