Gioco
Bersani finirà la sua campagna a Livorno
Sulla pagina Facebook del renziano Grassi l’appello bipartisan con De Filicaia: i due leader insieme davanti all’Ilva di Taranto
LIVORNO. La notizia arriva nel primo pomeriggio e all’interno della sezione livornese del Pd è subito fermento. E del resto non potrebbe essere altrimenti: Bersani chiuderà la sua campagna elettorale proprio a Livorno. Il luogo scelto per l’incontro non è ancora sicuro, anche se in molti indicano la stazione marittima. In ogni caso, il segretario del Pd arriverà venerdì sera verso le 20.30.
Intanto però, sulla propria pagina Facebook, l’assessore Mauro Grassi, uno dei leader dei filo-Renzi in città, mette nero su bianco un appello bipartisan in cui, spendendo anche il nome di Yari da Filicaia (segretario del Pd cittadino) e big del fronte pro-Bersani, rivolge ai due contendenti l’invito a concludere insieme la campagna per le primarie davanti all’Ilva di Taranto.
Lo dicono rimanendo divisi l’uno a fare il tifo per Bersani e l’altro per Renzi ma «vogliamo bene al Pd e al Paese prima di tutto». Per chiedere che «la crisi industriale, il lavoro e l'ambiente siano al primo posto dell'Agenda di un nuovo e, speriamo, imminente governo di centrosinstra», per manifestare grande preoccupazione per «le tante crisi industriali che toccano l'Italia e anche, e duramente, la nostra realtà livornese» – scrive Grassi nel post su Facebook – «chiediamo a Bersani e a Renzi che diano un grande segnale alla fine della campagna delle primarie: un segnale di unità, pur con le necessarie diversità di ognuno; un segnale di attenzione allo sviluppo, al lavoro e all'ambiente».
Ora vedremo come risponderanno i due duellanti del ballottaggio. In precedenza, Samuele Lippi, numero uno del Pd territoriale, aveva visto nella scelta del segretario « un riconoscimento verso tutta la città che ha dimostrato domenica scorsa di aver ben recepirto il messaggio di Bersani».
Livorno è una delle poche città toscane in cui i voti dei renziani non hanno avuto la meglio. «Senza dubbio – continua Lippi – scegliere una città toscana è un segnale di risposta. Le regioni rosse hanno lanciato un messaggio durante la votazione di domenica scorsa e il segretario l’ha colto e vuole fare chiarezza. Bersani rappresenta un modello di sviluppo diverso per il nostro Paese, sono sicuro che le persone lo ascolteranno». La vittoria del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, nelle regioni rosse, ha suscitato non pochi timori all’interno dei sostenitori di Bersani e frecciatine da parte dell’opposto schiaramento. «Sento dire che gli apparati hanno diretto il voto a favore di Bersani – afferma Yari De Filicaia, segretario comunale del Pd – Non è vero e i risultati lo dimostrano. Nella nostra zona ci sono segretari bersaniani e renziani, ci sono amministratori dei due schieramenti che sono riconosciuti, tutti, come dirigenti di partito».
Non solo, De Filicaia tiene a sottolineare come, secondo lui, il Pd venga descritto in maniera sbagliata e soprattutto come il cambiamento richiesto dai voti di domenica scorsa, a Livorno, sia in realtà già avvenuto: «Si tende a dare un'immagine sbagliata dei dirigenti del nostro partito livornese: io sono segretario e lavoro, ci sono 25 dirigenti di circoli che sono lavoratori, disoccupati, casalinghe. Questo è il nostro apparato, è l'ora di finirla con le rappresentazioni caricaturali».
I giorni per riprendere il confronto sono pochi e la scelta di Bersani potrebbe anche capovolgere il risultato regionale di domenica scorsa. «Ora ci sono pochi giorni per riprendere il confronto – dice De Filicaia – La presenza del segretario è certo un segnale da non sottovalutare, ma credo ci si debba concentrare sul confronto sui programmi: far emergere le differenze di programma e la qualità delle proposte».
«E poi non dobbiamo mai dimenticare di ripetere una cosa fondamentale – ricorda De Filicaia – indipendentemente da come andrà il risultato delle primarie, dobbiamo avere ben in mente che la partita vera si giocherà alle elezioni politiche e che l'obiettivo è andare al governo per cambiare l'Italia. Domenica sceglieremo chi, secondo il centrosinistra, è il migliore per essere candidato alla guida del Paese, per farlo abbiamo scelto di lavorare insieme ai cittadini con una grande risposta».
Se la risposta sarà quella giusta per la maggior parte degli italiani potremo scoprirlo solo in seguito. Gli scenari sono aperti e ogni possibilità viene analizzata. Intanto il risultato di domenica scorsa già pesa dentro il Pd: «Indubbiamente, con quei dati bisogna fare i conti. Ma nelle primarie ci sono persone vicine al centrosinistra, non sono un congresso del Pd –risponde De Filicaia – Intanto aspettiamo domenica per dare il giudizio finale».
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