Il Tirreno

Livorno

Scuola, termosifoni accesi e finestre aperte per il caldo

Scuola, termosifoni accesi e finestre aperte per il caldo

Giannini chiede al sindaco di far installare un sistema per regolare gli impianti di riscaldamento: «Così è uno spreco di soldi e fa male alla salute dei ragazzi»

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LIVORNO. «I termosifoni accesi al massimo nelle scuole, mentre fuori la temperatura continua ad essere alta, sono un vero e proprio spreco. Possibile che gli impianti di riscaldamento non si possano regolare, risparmiando così in soldi e guadagnando in salute?»

È questa la domanda che Lamberto Giannini, capogruppo di Sel in consiglio comunale e professore al liceo scientifico Enriques, ha rivolto al sindaco Alessandro Cosimi a proposito della situazione che si sta verificando in questa settimane nelle scuole cittadine di ogni ordine e grado. In tutti gli istituti, infatti, i riscaldamenti funzionano a pieno regime anche se, all’esterno, le temperature sono più primaverili che autunnali, con il risultato che nelle aule è necessario aprire le finestre. Altrimenti insegnanti e studenti, dovrebbero rimanere in maglietta durante le lezioni.

È un problema ambientale, economico e di salute di non facile soluzione, ma Giannini non è uomo che si arrende di fronte alle difficoltà. Eallora ha preso carta e penna e ha scritto un’interpellanza - con risposta urgente - al sindaco.

Del resto, ormai da anni molti medici ci spiegano come sia nocivo alla salute un eccesso di riscaldamento all'interno dei luoghi chiusi, per i bambini e delle persone in genere.

« Non si capisce - scrive Giannini nell’interpellanza - perché il riscaldamento nelle scuole non sia regolabile: visto il clima livornese questo consentirebbe risparmio economico, rispetto dell'ambiente e miglioramento della prevenzione alla salute».

Poi, il consigliere comunale di Sinistra e Libertà aggiunge: «Faccio presente che in molte scuole i docenti e gli alunni sono costretti ad aprire le finestre o stare in maglietta, quindi si chiede al sindaco un rapido intervento e di farsi promotore nei confronti della provincia per seguire dei meccanismi più rispettosi».

Il fatto è che la gran parte degli impianti di riscaldamento esistenti nelle scuole è piuttosto vecchio ed è centralizzato. Per intervenire a ridurre la temperatura o a limitare l’orario, è necessario il supporto dei tecnici. Insomma, un’operazione non semplice visto l’alto numero di scuole esistenti a Livorno. E poi, una volta abbassato il riscaldamento, bisognerebbe intervenire nuovamente d’urgenza, nel caso in cui le temperature dovessero abbassarsi repentinamente.(a.g.)

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