Gioco
Scuola in lutto, a 87 anni è morto Lido Niccolini
Il “maestro con la cravatta”, pioniere dell’insiemistica e dell’inglese alle elementari Al centro delle battaglie per il rinnovamento come presidente del Distretto
Si è spento a 87 anni il maestro Lido Niccolini, che è stato anche vicedirettore e poi presidente del Distretto in anni di battaglie per il rinnovamento della scuola. Oggi alle 11 il funerale ai Lupi..
LIVORNO
Chi, tra allievi, docenti, personale della scuola, passato attraverso le elementari Benci, le Collodi, Villa Corridi, le Rodari, Maria Ausiliatrice nel quarantennio 1950-1990 non ricorda il maestro, il vice-direttore Lido Niccolini?
Carattere battagliero, entusiasta della scuola e di ogni novità didattica, era stato un pionere dell'insiemistica, dell'attività ludica, dell'inglese e della fotografia nella scuola primaria.
I suoi alunni maschi degli anni del boom economico, oggi affermati in vari settori, lo ricordano come 'il maestro che portava a giocare a pallone', infaticabile a organizzare quiz, gare di fotografia, giochi di enigmistica e di inglese, il “maestro pittore”, cui alcuni sono ancora debitori per la passione da lui scovata. Le colleghe e le allieve delle classi miste l'hanno fotografato invece come il maestro “con la cravatta ed il completo”, il capello brizzolato e il mocassino a stringa.
Una figura d'altri tempi che aveva saputo adattarsi ai cambiamenti della scuola ed ai “decreti delegati”. Da insegnante elementare era passato a fare il vice-direttore e, negli anni Ottanta, lo “scomodo” presidente del Distretto 20, in un momento in cui la scuola cominciava a dover fare i conti con i tagli e l'accorpamento delle segreterie. Il ministro G. Fassino, il sindaco Nannipieri, i sindacalisti Mancioli, Franceschi, i docenti Giorgetti, Papucci, i dirigenti Frida Furetta, Faia, Selmi, l'assessore Frontera, il cugino e poeta Mario Giusti gli furono accanto e lo sostennero con stima in questa ardua fatica.
E come non ricordare la fondazione della Palestra dei Salesiani, ancora oggi in piedi come luogo di allenamento di tante generazioni? E le celebri “Corse campestri”, ed il concorso Wwf, i cui trofei adornano la sala insegnanti delle Collodi?
Tante battaglie e tanta verve mitigate dalla sua compagna, la maestra Anna, la signora distinzione, come allora era conosciuta e dalla fede cattolica che don Gino, monsignor Ablondi e mons. Vincenzo Savio sapevano risvegliare nel suo cuore.
Nato nel 1925, in via dei Pelaghi, aveva vissuto la guerra sulle Pizzorne e in Lucchesia per poi diplomarsi alle Regie Magistrali di Livorno. Per sua precisa volontà il suo corpo tornerà nel cimiterino di Salviano vicino ai Niccolini di cui ha portato degnamente il cognome.
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