Il Tirreno

Livorno

Nas in bar e ristoranti 30mila euro di multe

di Lara Loreti
Nas in bar e ristoranti 30mila euro di multe

Raffica di verifiche dei carabinieri anche in agriturismi, locali e supermercati Multe per carenze igieniche e mancata registrazione delle temperature dei frigo

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LIVORNO. Oltre cento negozi ispezionati di cui quasi un terzo è stato multato. Tre mesi, da settembre a ieri, di intensa attività per i carabinieri del Nas, Nucleo antisofisticazioni sanità, che hanno contestato 30mila euro di sanzioni a bar, ristoranti, supermercati, alimentari e a tutti gli altri esercizi che somministrano cibi e bevande, compresi pub e kebab. In tutto sono 108 le attività commerciali visitate a Livorno e provincia, per un totale di 29 multe. A queste si aggiungono 16 segnalazioni all’Asl per carenze igieniche. Si tratta di tutte violazioni di tipo amministrativo.

In borghese, codice e registri alla mano, i militari, coordinati dal capitano Gennaro Riccardi (in foto), hanno visitato negozi e bar concentrandosi soprattutto su Livorno, dove s’è registrato il settanta per cento delle verifiche e dei verbali conseguenti. Un’operazione importante che evidenzia da un lato la necessità di far rispettare la legge e tutelare la salute dei cittadini da parte delle forze dell’ordine, ma che dall’altro fa emergere la protesta dei commercianti, che in questo periodo di forte crisi si sentono bersagliati da più parti con multe e rilievi.

Ma vediamo nel dettaglio i risultati del lavoro dei militari.

Carenze igieniche. Sono sedici le attività in cui i Nas hanno trovato irregolarità legate a sporcizia e mancanze strutturali (articolo 6 comma 7 del decreto legislativo 193/2007). Presi di mira dai carabinieri, una pasticceria, un agriturismo, un fast food tipo kebab, un circolo, un discopub, e poi bar e ristoranti. Tra le irregolarità emerse, ci sono residui di sporco nei locali, mobili con superfici di legno e altri materiali non lavabili, scope e attrezzi per la pulizia mal tenuti, e anche carenze strutturali come piastrelle rotte, muri scrostati, intonaco pericolante e così via. Inoltre i militari in un bar hanno trovato anche un Haccp scaduto (certificato per l’igiene alimentare). Per questo le attività sono state segnalate all’Asl che ha effettuato una serie di rilievi. Per essere in regola, gli esercizi dovranno adeguarsi alle indicazioni dell’azienda sanitaria entro 30 o 60 di giorni. Per chi non lo fa, c’è la multa di mille euro, mentre per chi si mette subito in regola non è previsto alcun verbale.

Piano di autocontrollo. Ogni esercizio deve averlo. Si tratta di un documento in cui viene tenuto tutto il registro delle attività da svolgere all’interno del negozio nel rispetto delle regole. I Nas, nel corso delle verifiche svolte negli ultimi tre mesi, hanno trovato un bar che ne era sprovvisto e per questo hanno contestato 2mila euro di multa.

Temperatura del frigo. Cinque sanzioni da 2mila euro l’una ad altrettanti locali per non aver registrato la temperatura del frigo durante il giorno. Un’operazione che è obbligatoria e che è considerata molto importante in quanto garantisce un controllo costante sulla temperatura a cui vengono tenuti i cibi da somministrare e quindi la loro sicura conservazione.

Mancata registrazione. Quattro sanzioni ad altrettanti esercizi (bar e ristoranti) per non aver registrato un ampliamento dei locali. Quando un bar decide di usare anche un’altra stanza o un magazzino, è tenuto a comunicarlo all’Asl per l’autorizzazione. E per chi non lo fa, mille euro di multa.

Divieto di fumo. 55 euro di verbale per il barista pizzicato dai Nas a fumare dentro il suo bar. Quando i carabinieri, in borghese, sono entrati nell’esercizio in città, il titolare era con la sigaretta in mano dietro il bancone. Assolutamente vietato. Altre quattro multe sono state fatte a bar che non avevano il cartello del divieto di fumo esposto nel locale: 440 euro l’una.

Bar “clandestino”. I titolari dell’esercizio, che ha sede in città, avevano dimenticato di registrare l’attività, che quindi risultava del tutto sconosciuta all’azienda sanitaria e a tutti gli altri enti. Una mancanza piuttosto grave, che è costata ai gestori 5mila euro di sanzione.

LaraLoreti

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