Gioco
«L’Olanda e Livorno alleati per costruire un nuovo sviluppo»
Parla l’ambasciatore dei Paesi Bassi: su porto e cantieristica può nascere una collaborazione. Neri e Smit fanno da apripista
LIVORNO. Gli occhi dell’Olanda puntati su Livorno e, attraverso la nostra costa e il nostro porto, sulla Toscana: non è solo una questione di feeling culturale, è in gioco anche la possibilità di costruire insieme una prospettiva per uscire dal tunnel della crisi. Guardando al convegno di dopodomani all’interporto, ecco cosa risponde l’ambasciatore olandese a Roma, Michiel den Hond.
Livornesi e olandesi commerciano reciprocamente da secoli: al punto che un'arteria chiave di Livorno si chiama Scali degli Olandesi. La visita dei vostri imprenditori mira a riallacciare quei contatti attraverso investimenti in aziende livornesi? A costruire legami commerciali più forti fra i due territori?
«L'Olanda è da sempre attenta a sviluppare rapporti commerciali e culturali con l'estero. Nel tardo Medioevo divenne uno dei grandi centri europei grazie alle rotte di navigazione dirette con i porti di Genova, Venezia e Livorno. Già allora il commercio tra Italia e Olanda era fiorente. Oggi abbiamo un ruolo dominante nel trasporto europeo e nella logistica. Ma anche la Toscana, e Livorno in particolare, è uno snodo fondamentale del sistema portuale italiano nel Tirreno e, quindi, uno dei centri più promettenti del sistema logistico sud europeo. Proprio questo è il motivo per cui veniamo a Livorno».
Il restauro del tempio olandese-alemanno è diventato il simbolo della Livorno che vuol rinascere.
«I miei predecessori hanno più volte manifestato, anche attraverso visite specifiche, l'interesse per il restauro di questo eminente monumento storico. Oggi, però, c'è penuria di risorse anche se, è ovvio, sosteniamo ogni iniziativa per salvare la chiesa olandese».
L'olandese SHV è socia di Eni in un importante deposito di gas sulla costa livornese ed è stata presente uno stabilimento del gruppo olandese Inalfa Roof Systems (tetti apribili per auto). Quali settori dell'economia livornese potrebbero interessare gli imprenditori olandesi?
«Di certo le competenze olandesi possono favorire lo sviluppo di tutto il comparto portuale, della logistica integrata e delle relative infrastrutture. Anche cantieristica da diporto, porti nautici e protezione della costa offrono opportunità interessanti per l'Olanda. Né dimentichiamo turismo e relazioni culturali. In primo luogo, porti come Livorno e Amsterdam possono cooperare per le navi da crociera. Grazie anche all'aeroporto di Pisa e ai voli low cost, la bilancia turistica tra Toscana e Olanda è in crescita. È un processo da sostenere con ogni mezzo: aiuta a conoscerci e a capirci meglio, con sicuri vantaggi anche economici per i nostri due Paesi».
Livorno è tra i principali porti italiani, ma è ben lontano dai volumi di traffico di un grande scalo europeo come Rotterdam. È possibile la collaborazione fra i due porti. E, se sì, da cosa partire?
«I porti di Livorno e Rotterdam sono già in contatto. Nell'ultimo anno una vostra delegazione ha visitato due volte il porto di Rotterdam per vedere com'è organizzato. In un mercato globale, in cui le merci viaggiano su diversi sistemi e direttive integrate, c'è sempre spazio per collaborare. Partirei proprio da qui, dal confronto sulle esigenze e sugli obiettivi reciproci. Spesso i grandi scali hanno bisogno di intrecciare accordi con strutture minori, ma non meno importanti. Sono questi i temi del convegno all'Interporto».
L'impresa livornese Neri e il gruppo olandese Smit hanno collaborato nella prima fase d'emergenza del naufragio della Costa Concordia. Può essere l'esempio per future collaborazioni fra gruppi dei due territori alla conquista di mercati internazionali? Ha in mente qualcosa su cui puntare?
«Neri e Smit sono un esempio calzante. Collaborano ormai da anni e hanno condotto importanti operazioni di salvataggio e recupero in tutto il Mediterraneo. Per il futuro punterei sulla cantieristica da diporto, un settore in cui Olanda e Italia vantano vere eccellenze. Ora stiamo cercando di far collaborare operatori toscani e olandesi per promuovere scambi e sviluppo di nuove tecnologie in questo settore».
La visita a Livorno fa parte di un calendario di contatti anche con altre città in Toscana o in Italia? Con quali criteri è stata scelta Livorno?
«Il convegno di Livorno fa parte di “Olandiamo in Toscana”, un programma di eventi, mostre e incontri (si veda www.olandiamo.it) organizzato nel 2012 dall'ambasciata in collaborazione con numerose istituzioni locali. Perché la Toscana? Perché con l'Olanda ha già importanti contatti commerciali, culturali e sociali, che vogliamo implementare. Quanto a Livorno, abbiamo in comune non solo mare, porto e cantieristica, ma anche una solida tradizione di libertà politica e religiosa e, come lei ricordava, un lungo passato».
Quali passi potrebbero fare istituzioni e imprese di Livorno per aprirsi alla collaborazione con il suo Paese?
«Intensificare i contatti e ricambiare le visite. L'Olanda è un paese molto dinamico, aperto alle innovazioni e all'interscambio culturale. Siamo anche molto ospitali e felici di mostrare il nostro Paese. Sarete i benvenuti. Collaborando e scambiandoci esperienze e know how in diversi settori di interesse comune, possiamo raggiungere importanti obiettivi e rafforzare i nostri rispettivi sistemi economici».
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