Il Tirreno

Livorno

«La mia domenica regalata alla sinistra sperando in Renzi»

di Giulio Corsi
«La mia domenica regalata alla sinistra sperando in Renzi»

La storia di Fabrizio, aspirante avvocato e neodemocratico «Sono tornato a credere nella politica come milioni di italiani»

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LIVORNO. Alle otto della sera dopo tredici ore a veder facce e sentir parole del popolo del centrosinistra, a tweetare aggiornamenti ai compagni renziani, a ricevere sms e sperare nel miracolo del sindaco di Firenze sul segretario Bersani, Fabrizio Caramassi, 26 anni, aspirante avvocato, iscritto dell’ultima ora al Partito Democratico ha ancora l’entusiasmo di quando all’alba ha sentito suonar la sveglia e poco dopo ha varcato la soglia del seggio elettorale di piazza Magenta per accogliere la processione delle primarie. «E’ stata una gran giornata e il bello deve ancora venire», racconta lui, uno dei centinaia di volontari che hanno deciso di regalare la loro domenica a questa festa della democrazia, da qualunque punto di vista la si voglia vedere.

«L’affluenza da noi è stata eccezionale, siamo attorno alle mille persone e il flusso è stato ininterrotto, intenso all’apertura e in crescita al punto che dalle nove si sono create le prime code nonostante 10 seggi aperti e sono durate fino a sera con una piccola pausa all’ora di pranzo».

Caramassi ha partecipato alla lunga giornata del centrosinistra come rappresentante della lista di Renzi. «Siamo una commissione composta da una quindicina di persone, con un rappresentante per ogni candidato - racconta -. In due momenti ho dovuto lasciare il seggio per andare ad aiutare i miei colleghi della Leccia e di via Corsica».

Mille facce in poche ore. Gente mai vista con cui però condividere un ideale, un sogno. «Sì, Renzi o non Renzi, chi ha partecipato a questa iniziativa crede di poter contribuire domani a costruire un’Italia migliore», sottolinea Caramassi. Poi una correzione decisamente renziana: «Una cosa va detta, però: la crisi politica che ha colpito il Paese negli ultimi anni, portando disaffezione tra i cittadini verso il potere non può essere attribuita solo al ventennio berlusconiano, ma vede indubbiamente corresponsabile il centrosinistra che non ha fatto granché per cambiare le cose».

Anche lui era un disaffezionato. Con due elezioni politiche alle spalle, la prima con un voto al centrodestra, la seconda al centrosinistra. «Ero disilluso che qualcosa potesse cambiare. Finché non ho sentito il sindaco di Firenze parlare di temi nazionali. Mi è piaciuto e ho iniziato a seguirlo con attenzione e sempre maggior passione. Nell’ultimo mese ho deciso che questa ritrovata passione andava trasformata in partecipazione, mi sono iscritto al Pd livornese e quando Renzi è arrivato alla stazione marittima ho conosciuto i suoi sostenitori e l’impegno è stato sempre più intenso».

Lo spoglio è iniziato ma è ancora lungo a terminare. E le domande sono due: cosa cambierà se vincerà Renzi e cosa farà Caramassi se vincerà Bersani? «Se vince Matteo cambierà il modo di fare politica e di decidere. La solita sinistra che faceva scelte a favore della stessa classe sarà sostituita da un centrosinistra che farà scelte per tutta la collettività, dalle piccole e medie imprese a ricadere proprio sulle classi degli operai. Si ricucirà insomma la società. Se vince Bersani? Beh, non è l’opposto di Renzi, sono solo due generazioni diverse ma con basi comuni. Noi resteremo dentro e continueremo la nostra politica di entusiasmo, perché se non è questa volta sarà la prossima. L’aria ormai è cambiata».

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