Il Tirreno

Livorno

Falsi separati per tenersi la casa popolare: a processo

di Federico Lazzotti
Falsi separati per tenersi la casa popolare: a processo

I coniugi sono accusati di truffa: saranno giudicati con rito immediato. Già avviata la procedura per lo sfratto

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LIVORNO. Falsi separati per tenersi la casa popolare. Ma solo sulla carta. La coppia di impiegati livornesi, infatti, risultava divisa dal 2006 ma quando i vigili urbani sono andati a bussare alla porta dell’alloggio che gli era stato assegnato nel 1992 in via Puccini ad aprire si sarebbe presentato, e in più di un’occasione, il marito che, invece, risultava essere residente con il padre. È iniziata così l’ennesima inchiesta penale sui furbetti del mattone, un filone che ha preso il via con il caso fotocopia della famiglia Lucarelli. I due imputati compariranno davanti al giudice il 7 dicembre per rispondere di truffa ai danni dello Stato e false dichiarazioni. «Le prove – spiegano dalla Procura – sono talmente evidenti che abbiamo chiesto e ottenuto il giudizio immediato».

Intanto Casalp ha già avviato la procedura amministrativa per sfrattare la famiglia che si sarebbe resa responsabile dell’irregolarità sia «sullo stato anagrafico che reddituale». Per quello che invece riguarda il procedimento penale, il legale che cura gli interessi della società annuncia che si costituirà parte civile. «L’obiettivo – spiega l’avvocato Marco Geri – è quello di arrivare al risarcimento del danno e al pagamento della differenza tra il canone che avrebbero dovuto versare e quello che nella realtà è stato pagato». Quello dei due impiegati che avrebbero finto la separazione per non perdere la casa popolare, non è l’unico sul quale la Procura sta indagando.

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