Il Tirreno

Livorno

Da Modì a Morrison disegno sui muri provocazioni e tabù

di Dario Serpan
Da Modì a Morrison disegno sui muri provocazioni e tabù

Parla l’artista segreto che “colora”le pareti della città. «Art is a disease è il mio manifesto, l’urgenza di esprimersi»

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LIVORNO. «Io, Mart. Disegno il mondo a forma di cuore come l’amore che ho per l’arte e poi lo attacco su carta in giro per la città. Dentro quei cuori ci metto i volti di artisti maledetti perché loro, in virtù della loro alterata capacità percettiva ed emotiva, hanno testimoniato meglio come la storia di vita può essere parte integrante di un’opera d’arte». Di Mart, questo il suo nickname, ci sono circa 20 opere sui muri di Livorno, per lo più in centro e in Venezia, dove bazzicano i giovani, che sono l’obiettivo di questo fenomeno dietro al quale c’è un’identità segreta. La curiosità circola, e alcune gallerie vorrebbero già esporre i suoi lavori, ma trovarlo non è facile. A noi che ci siamo riusciti, Mart presenta il suo manifesto, scrive e risponde, rivelando di essere un giovane livornese che vive l‘arte come una patologia.

Il volto “maudit” più riprodotto è quello di Amedeo Modigliani, che Mart ha rappresentato in almeno 3 punti di Livorno, anche fuori dal cuore (forse dal mondo?), ma poi si è accorto che tanti non lo hanno riconosciuto. Da qui gli è sorta spontanea una riflessione, non un’accusa, perché il murales di Modì che, ad esempio, compare in piazza Mazzini (gli altri due sono in Venezia e al moletto di Antignano) riproduce una foto famosa e simbolica dell’artista livornese; oppure il volto di Jeanne Hébuterne (la compagna di Dedo), sbucato in Corso Amedeo, ma ormai già cancellato.

Imbrattare i muri della città è un gesto che può colpire e coinvolgere: per esempio, sugli Scali del Refugio, Mart ha rappresentato il pittore americano Mark Rothko (espressionista astratto) ed ecco che accanto c’è chi ha pensato di appenderci una cornice con una stampa dello stesso Rothko. Altri invece sono infastiditi, chi per il decoro urbano, chi perché giudica didascalici i suoi lavori. E Mart, a chi brontola o non lo approva dice: «Non vi preoccupate, una volta finito il mio percorso qui andrò in altre città». Magari cercando altrove tracce di Modì, via da qui, fin sulle rive della Senna.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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