Gioco
Labronica verso il concordato preventivo
Il debito supera i 2 milioni e mezzo: Comune a caccia di accordi coi creditori mentre si tratta con Alfea per l’ippodromo
LIVORNO. È la prima volta che accade nella storia delle società partecipate livornesi: la giunta comunale ha detto sì all’ipotesi di concordato preventivo per la Labronica Corse Cavalli. In altre parole, il Comune cercherà di raggiungere un accordo con i creditori attraverso il tribunale per evitare il fallimento.
La Labronica, società nata per gestire le corse dello storico Caprilli, oggi è tutta nelle mani di Palazzo Civico: nel febbraio del 2010 il Comune ha acquistato, al costo simbolico di 1 euro, il 50 per cento delle quote che erano dell'Associazione sportiva società livornese, diventandone l'unico proprietario. Lo ha fatto nonostante l'obbligo di dismissione da parte delle pubbliche amministrazioni delle partecipazioni societarie non strettamente necessarie per fini istituzionali. E questo - dissero al momento del passaggio i vertici del Comune - per «garantire un futuro» ai venti lavoratori che ancora dipendono dalla società e per «evitare speculazioni su un bene che è della città, l'ippodromo, e che ha bisogno di essere valorizzato».
Nel frattempo il gestore definitivo non è stato trovato e tutto il mondo italiano dell'ippica ha rischiato - e sta rischiando - di andare a gambe all'aria.
Fatto sta che la Labronica oggi è in liquidazione e ha un debito di circa 2.600.000 euro, tra soldi dovuti ai fornitori, alle banche, Tfr dei lavoratori (circa 500mila euro) e tasse non pagate. Nell’immediato il Comune ha deciso di fare uno storno di bilancio di 200mila euro per pagare l’Iva non versata (i soldi dovrebbero essere presi dall’avanzo di amministrazione).
È stato proprio il rischio di ricadute di carattere penale sui rappresentanti legali della società rispetto al mancato pagamento delle tasse, sommato al fatto che non si può più ripianare una società che non ha a che fare con i servizi essenziali dell'ente, a convincere due giorni fa sindaco e assessori a dare mandato al liquidatore di valutare anche la strada del concordato preventivo.
La vicenda è delicatissima e a Livorno non ha precedenti. Il Comune si sta muovendo su due fronti: il primo riguarda la Labronica e come sistemare i debiti, il secondo ha a che fare con la società pisana Alfea, che sta gestendo provvisoriamente il Caprilli, e il futuro di lavoratori.
Sul fronte Labronica il percorso è in fase di definizione, così come l’eventuale piano di rientro: il Comune potrebbe provare a concordare con i creditori (sempre che il giudice accetti la richiesta) il pagamento di circa il 50 per cento dei debiti. In ogni caso dovrebbe essere in grado di mettere sul tavolo oltre un milione di euro. Come?
Quanto al futuro del Caprilli, Alfea ha scritto una lettera al Comune spiegando, in sostanza, che è ancora interessata a gestire l’area, ma che a oggi le condizioni dell’ippica nazionale non le permettono di dare garanzie a 360 gradi (l’Assi, ex Unire, è stato fagocitato dalla Spending Review e il sistema di finanziamenti e convenzioni degli ippodromi italiani col ministero va ridisegnato).
Il sindaco pochi giorni fa ha incontrato i rappresentanti pisani e ieri ha fatto un sopralluogo con i tecnici al Caprilli: questo perché sarebbe in corso una rivisitazione del patrimonio alla luce dei vincoli strutturali che il ministero potrebbe inserire nella nuova convenzione. Un passaggio non secondario, visto che la definizione degli spazi extra corse (quelli più attrattativi, per intendersi, come ristoranti e strutture ricettive) è al centro delle trattative con Alfea, che - va detto - ha sempre detto con chiarezza che non potrà accollarsi tutti i dipendenti (al massimo, forse, la metà).
Il 10 dicembre la società pisana riunirà il consiglio di amministrazione per discutere se andare avanti con la partita Livorno e quindi firmare la convenzione trentennale di gestione del Caprilli. Il Comune, dal canto suo, sembra però voler insistere sulla salvaguardia di tutti o quasi i dipendenti. Possibile? «C’è un impegno politico del Comune – ricorda polemico Giuseppe Luongo (Cgil) – a ricollocarli tutti. Per ora nessuno se l’è rimangiato...».
In ogni caso il 21 dicembre per Alfea scadrà il contratto per la gestione semestrale del Caprilli ed «entro il 30 – dice Cosimi – vogliamo avere un quadro chiaro: la crisi dell’ippica ci impone di affrontare il problema in tempi brevi. Dobbiamo preparare una strategia, non subirla».
Cosa accadrà, quindi, se salterà l’accordo con Alfea? Il concordato preventivo, tecnicamente, potrebbe servire sia a chiudere che a “rilanciare” la Labronica, di cui comunque il Comune si dovrà liberare.
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