Il Tirreno

Livorno

Il Comune dà a Spil l’area del Biscottino ma è scontro sui conti

Molti consiglieri mostrano perplessità sull’operazione «Non conosciamo lo stato reale della società»

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LIVORNO. Circa tre milioni e 200mila euro. È questo il valore dell’area industriale in località Biscottino che il Comune conferirà a Spil, come parziale sottoscrizione dell’aumento di capitale della partecipata (deliberato nel 2010). Lo ha rivelato ieri pomeriggio l’assessore al Demanio Valter Nebbiai in 2° commissione. La discussione su Spil, in realtà, è stata rinviata a martedì prossimo. Il motivo? I consiglieri di opposizione (Cannito, L. Cosimi e Romano su tutti) non hanno gradito il fatto di aver appreso solo giovedì che ai punti all’ordine del giorno della seduta di venerdì era stato inserito in extremis anche il tema della partecipata.

«Dobbiamo correre – spiega Nebbiai in proposito – in vista del consiglio comunale del 26 e 27 novembre, per rispettare il termine del 30 novembre per la sottoscrizione dell’aumento di capitale. Inoltre la perizia del tribunale per l’operazione-Biscottino ci è pervenuta solo il 22 novembre». Nonostante il rinvio, Spil ha caratterizzato i lavori della commissione. «Il conferimento – sottolinea l’assessore – era già stato approvato in consiglio comunale nel marzo 2011 e nel giugno 2012». Come precisato nella delibera, Spil ha specificato che l’aumento di capitale ha lo scopo di “potenziare l’azione d’industrializzazione dell’area livornese, anche attraverso la ricerca di soluzioni più appropriate per la valorizzazione delle aree oggetto di conferimento da parte dei soci”.

La perizia ha attestato che il terreno di proprietà del Comune al Biscottino vale 69,30 euro al metro quadro. Dato che il conferimento a Spil riguarda circa 45.970 metri quadri, si tratta di un valore totale di 3.185.721 euro. «Trasferiamo una parte del patrimonio immobiliare del Comune – chiosa l’assessore – e lo conferiamo nel patrimonio mobiliare di una società partecipata».

I consiglieri mostrano perplessità sull’operazione, lamentando la mancanza d’informazioni dettagliate su Spil e sull’esito delle sue operazioni . «L’aumento di capitale – attacca Cannito (Città Diversa) – è stato deciso nel 2010, ma ci ritroviamo a decidere all’ultimo e senza conoscere nulla su Spil». «Le operazioni in cui è coinvolta sono fallimentari – aggiunge Romano (Idv) – Non possiamo esprimerci senza conoscere lo stato reale della società». «Su che basi ragioniamo? – gli fa eco Giannini (Sel) – i vertici di Spil non hanno mai risposto alle nostre domande». Del Corona (Pd) ammette: «Qualche perplessità su Spil c’è, è giusto discuterne in modo approfondito. Ma non possiamo ridurre tutto all’incapacità dell’amministrazione, senza tener conto le difficoltà e la crisi mondiale in cui ci troviamo a operare».

Giorgio Carlini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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