Gioco
Dall’autostrada all’Authority fino alla Concordia
PEDAGGIO SI O NO. E’ il 16 dicembre 2010 e tra Rossi e Cosimi compaiono crepe evidenti sulla questione autostrada. In un’intervista al Tirreno il governatore propone di trasformare la Fi-Pi-Li,...
PEDAGGIO SI O NO. E’ il 16 dicembre 2010 e tra Rossi e Cosimi compaiono crepe evidenti sulla questione autostrada.
In un’intervista al Tirreno il governatore propone di trasformare la Fi-Pi-Li, lunga 97 km, con un traffico medio che tocca anche picchi di 70mila veicoli al giorno, in un'autostrada con la terza corsia e il pedaggio (non per i tratti brevi).
«Un anno fa Regione e governo firmarono un accordo per le infrastrutture. In cui c'era la Tirrenica con il lotto Zero, la Due Mari e così via. E' cambiato qualcosa? Si apra una vertenza con Roma. Ma Livorno non può accettare che il lotto Zero venga cancellato. O condizionato alla concessione alla Sat della realizzazione della Fi-Pi-Li in autostrada. Se poi Rossi ha le garanzie che il lotto Zero si farà, che l'accordo di un anno fa verrà rispettato, ben venga anche la proposta della Fi-Pi-Li autostradale.
LA GUERRA PER IL PORTO. 3 febbraio 2011, giorno cruciale per la nomina all'Autorità Portuale. Il presidente della Regione riceve nel suo ufficio Roberto Piccini, poi il sindaco Cosimi e Kutufà. Obiettivo: definire una volta per tutte il candidato all'Authority. E' Rossi il dominus della partita, non Cosimi. E i vertici delle istituzioni e del partito vanno da Rossi per capire quanto egli si sia esposto su Gallanti presidente, soprattutto con il ministro Matteoli. In altre parole, per capire se esistono margini per una candidatura diversa. Ma Rossi appare fermissimo sui propri passi.
Il governatore che descrivono irritato per il modo pasticcione con cui è stata gestita la procedura a Livorno presenterà poi anche una via d'uscita per Roberto Piccini, agnello sacrificale offerto al ministro.
ECCO LA CONCORDIA. 22 aprile 2012. Il governatore Enrico Rossi torna alla carica: nell'appalto per la rimozione del relitto della Costa Concordia, "il lavoro (o almeno una sua parte) deve rimanere in Toscana".
Il sindaco Alessandro Cosimi però mette l'accento su un altro aspetto: ben venga una "iniezione di lavoro in un campo in cui la nostra città ha professionalità e know how" ma, al tempo stesso, bisogna evitare che si trasformi in un boomerang l'eventualità di portare a Livorno la nave naufragata. Dov'è il rischio di un effetto boomerang paventato da Palazzo civico? Nel fatto che questa opportunità extra mandi in tilt la Porta a Mare.
ASL. La partenza della Calamai spinge il sindaco a chiedere che sia sostituita con la De Lauretis: una mossa che, anche per il modo con cui viene attuata, mette in difficoltà il governatore. E l’irritazione cresce.
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