Sicurezza
Arrestati il re del moletto e la sua banda
Da mesi spacciavano allo scoglio della Regina: i carabinieri hanno sequestrato una pistola finta, una mazza, coltelli e hashish
LIVORNO. Allo Scoglio della Regina era conosciuto come il re del moletto. E da mesi negli ambienti della droga girava voce che al porticciolo Nazario Sauro c’era “uno con una pistola”. Quell’arma, identica a una Beretta modello 84, ma in realtà in grado di sparare solo a salve, è stata trovata giovedì sera dai carabinieri. Un blitz antidroga che ha portato all’arresto della banda del moletto. In manette sono finiti tre giovani livornesi ed una ragazza di Collesalvetti. I militari dell’Arma li hanno sorpresi mentre spacciavano hashish a tossicodipendenti proprio al moletto Nazario Sauro, luogo conosciuto come il centro “storico” dello smercio al minuto della droga. L’arresto è scattato nei confronti di Carmine Zerella, considerato dai carabinieri il leader del gruppo, la sua fidanzata colligiana Chiara Stefanini, entrambi 30 anni, Majcol Mulè di 23 anni (incensurato) e David Gargano, 26.
I carabinieri sono arrivati a loro dopo qualche giorno di attività di osservazione. Durante i servizi serali e notturni, i militari della compagnia di Livorno, insieme ai colleghi delle stazioni porto e Montenero hanno notato la presenza sospetta al moletto di un gruppetto di giovani, fra cui una ragazza, che frequentava il circolo nautico, ma che non mostrava legami con il mondo della vela. Secondo i carabinieri, i 4 avevano allestito sul moletto un vero e proprio negozio: il capo, due “commessi” e la ragazza a smistare i clienti. L’andirivieni di tossici da e verso il porticciolo è partito alle 21: i militari hanno visto una processione di persone che si avvicinavano, pagavano e si allontanavano dopo aver intascato qualcosa. E la cosa particolare è che la roba era nascosta a bordo di una barca, uan strategia adottata dai giovani forse per evitare di tenerla addosso. Come emerso dagli appostamenti dei militari, nel momento in cui il cliente faceva la sua richiesta, uno dei ragazzi si allontanava, saliva sulla barca, blu ormeggiata nelle vicinanze, e tornava dal consumatore, consegnandogli quella che poi è risultata una dose di hashish. Ciascuna “pallina” andava dal grammo al grammo e mezzo. Un sistema che è stato portato avanti fino alle 22.30 quando è scattata l’ora di punta e l’afflusso di clienti si è fatto più consistente. A quel punto, il giovane che dirigeva il servizio di vendita ha portato lo stupefacente dalla barca direttamente sul muretto del molo, dove, con i due complici maschi, ha iniziato a preparare e vendere direttamente le dosi. La ragazza invece faceva da assistente. Mentre due venditori utilizzavano un coltello ciascuno per tagliare il pezzo di hashish richiesto, il terzo staccava con un morso la quantità richiesta, che poi verificava con la bilancina.
La serata è entrata nel vivo quando, in un momento di pausa, mentre uno dei quattro è rimasto sul posto, gli altri due giovani e la ragazza sono saliti sulla Fiesta grigia (di uno di loro). I tre si stavano allontanando, forse per comprare qualcosa da mangiare. Ma è stato allora che i carabinieri sono entrati in azione dando il via alla perquisizione. Oltre a 70 grammi di hashish ancora da vendere, avevano due coltelli a serramanico, una mazza da baseball e la pistola scacciacani con munizionamento. Il leader della banda, Zerella, noto nell’ambiente come “il re del moletto”, interpellato dai carabinieri, ha ammesso che i coltelli servivano solo per tagliare lo stupefacente, mentre mazza e pistola facevano parte del kit per dissuadere eventuali malintenzionati. Sono stati sequestrati anche 1.400 euro, secondo gli investigatori provento di spaccio, e la bilancina utilizzata per pesare le dosi. Il “re” è stato denunciato anche per porto di oggetti atti ad offendere e per guida senza patente.
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