Il dolore
Le idee e l’età sono diverse il messaggio è uno: votate
Oriano e Dario hanno sessant’anni di differenza e un’unica passione: la politica Domenica sceglieranno due candidati diversi, ecco le loro storie
LIVORNO. Non lo sanno, ma alle primarie del 2007 hanno avuto entrambi fiducia in Veltroni e, entrambi, hanno il rimpianto di figure carismatiche come Enrico Berlinguer. Con una differenza: uno, Oriano Niccolai, Berlinguer l’ha conosciuto e incontrato più di una volta, l’altro Dario Fattorini, quando il segretario generale del Pc è morto, non era nemmeno ancora nato.
Oriano ha 82 anni, Dario 22. Sessant’anni esatti di differenza, un’unica grande passione per la politica. Domenica si metteranno entrambi in fila per votare alle primarie. Questa volta però, la scelta cadrà su candidati diversi. «Voterò Bersani – afferma Oriano – e spero davvero che non si arrivi a un ballottaggio. Credo che l’Italia abbia bisogno di un progetto vero e concreto, di una mano tesa verso i problemi dei cittadini. Renzi non risponde alle domande che ciascuno di noi porta dentro di sé da anni, Vendola constringe a riflettere, ma solo Bersani racchiude in sé quell’esperienza e quella concretezza di cui il Paese ha bisogno». Non ha dubbi Oriano, la sua scelta è caduta fin dal primo momento sul segretario del Pd senza alcun tipo di incertezza. Di votazioni e di primarie Oriano ne ha viste tante, quelle di domenica però hanno un sapore diverse. «Spero che non sia solo un’illusione – spiega – ma si respira un’aria diversa che fa ben sperare a un ritorno alla politica. Sento fermento, le persone bramano risposte e hanno voglia di scegliere». La voglia di andare a votare e di dialogare è il messaggio più bello che esce dalle primarie secondo Oriano e non va perso. «Quando sono andato ad iscrivermi al seggio – dice – mi sono emozionato nel vedere tutti quei giovani volontari così appassionati, così come mi emoziono nel sentire quanto la gente si senta coinvolta. Speriamo bene». Dario invece si è iscritto via internet alle primarie. La sua è stata una scelta ponderata spinta da una necessità: il cambiamento. «Domenica voterò per Renzi – afferma – non condivido in toto il suo programma, ma credo fermamente che sia l’unico in grado di rappresentare quel cambiamento di cui la sinistra e la politica italiana ha bisogno». Una frase ha convinto Dario: «chi è stato in parlamento ha già avuta la sua opportunità di cambiare le cose e ha fallito, ora tocca a qualcuno di nuovo». «Il modo di fare politica di Renzi mi dà fiducia, è l’unico a parlare chiaro di combattere i costi della politica, l’unico che ha affermato che non accetterà poltrone di ripiego. E poi si circonda di persone competenti. Tutto il contrario di Bersani che – continua Dario – paga lo scotto di chi gli sta accanto:facce vecchie con idee vecchie».
Come Oriano, anche Dario respira un’aria diverse attorno a queste primarie. «Per la prima volta – afferma – la scelta sarà vera, spero davvero che siano intanti ad andare a votare, qualunque sia la loro scelta. In gioco c’è il futuro dell’Italia». Sarà per questo che entrambi pronunciano la stessa frase: «Votare è semplice e riguarda tutti, andate a dire la vostra».
Ludovica Monarca
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
