Gioco
il futuro della sanità toscana: politica e sindacati
«Niente da dire sulla professionalità: è una brava manager. Ma dal punto di vista delle relazioni con operatori, sindacati e mondo della politica sono state registrate molte difficoltà». Samuele...
«Niente da dire sulla professionalità: è una brava manager. Ma dal punto di vista delle relazioni con operatori, sindacati e mondo della politica sono state registrate molte difficoltà». Samuele Lippi (in foto), segretario territoriale del Pd, dopo le primarie riunirà i suoi per parlare della rivoluzione ai vertici Asl. Come già aveva fatto dopo le proteste dei sindaci (molti del Pd) scoppiate in Val di Cecina e all’Elba, punta il dito contro le «difficili relazioni» di Calamai con i territori, sottolineando però che «sicuramente sono dovute anche al momento difficile che sta attraversando tutto il settore dal punto di vista delle risorse».
«Ora – sottolinea – al di là dei nomi dei possibili sostituti, quello che conta è mettere al sicuro la sanità toscana e livornese. In discussione, con gli ultimi tagli, c’è la tenuta del modello toscano: il partito chiederà chiarezza su numeri, livelli qualitativi dei servizi». Perché, dice, «ora non c’è da tagliare, abbiamo già tagliato il possibile, ma da riorganizzare alla luce del nuovo contesto economico». E subito accenna a due questioni spinosissime: sopravvivenza della neurochirurgia e funzionamento del prontosoccorso ortopedico.
Intanto, mercoledì, i sindacati incontreranno i vertici Asl per provare a chiudere la procedura di raffreddamento e quindi scongiurare lo sciopero generale annunciato nelle scorse settimane. «Speriamo di concludere la trattativa in modo positivo – interviene Massimo Ferrucci (Fials) – questa è una fase difficile da gestire col massimo consenso del mondo del lavoro e delle istituzioni». Istituzioni di cui lamenta un «pauroso vuoto negli ultimi mesi». Ferrucci chiude con una raccomandazione: «Qualunque sia il nuovo direttore – in un’ottica di area vasta, evitiamo la “balcanizzazione”, i conflitti, sapendo che Livorno, in termini di tagli e sacrifici, ha già dato».
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