Il Tirreno

Livorno

Ora il moletto rischia la chiusura

di Giulio Corsi
Ora il moletto rischia la chiusura

A Quercianella la mareggiata ha inclinato una parte della struttura di 20 gradi e rotto il marciapiede. Servono 230mila euro

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LIVORNO. A Quercianella la potenza delle onde ha superato quella di un’escavatrice. Ha sollevato massi pesanti una tonnellata con la facilità del vento con le foglie. Li ha letteralmente alzati, sbalzati, risucchiati. E nel frattempo il mare si è divorato il molo di cemento armato. Ha scavato là sotto, tra i fondali e i basamenti. E ha fatto inclinare la struttura di quindici, venti gradi. Oltreché scollare un bel pezzo di soletta. Costringendo i tecnici del Comune a transennare la zona. Che ora è accessibile per chi vuol farsi una passeggiata d’inverno, ma che diventerà inaccessibile la prossima estate. Cioé nel momento in cui il moletto di Quercianella vive il suo massimo fulgore.

«In queste condizioni il moletto non ha problemi di stabilità, ma con l’afflusso dei bagnanti che si registra ogni anno da maggio a settembre non potrà restare aperto. C’è il rischio che qualcuno si faccia male e dunque dovremo prevenire con un’ordinanza di chiusura», dice il capo della Protezione Civile di Livorno, Leonardo Gonnelli.

La notizia ha dell’incredibile. Sarebbe un po’ come chiudere i Pancaldi o i Fiume considerando le centinaia di livornesi, soprattutto giovani, che ogni anno da almeno un quindicennio hanno trasformato il moletto nel loro mare libero. E le parole di rabbia di Alberto Risaliti, titolare della Spiaggetta, il bar nato 14 anni fa tra la strada e l’arenile di ciottoli che si trovano a due passi dal molo, confermano: «Chiudere il moletto sarebbe una disfatta per la città».

Il tempo per provvedere c’è. Sette mesi, da qui a maggio, per mettere in sicurezza la struttura e magari sistemarla del tutto. Ma quel che mancano sono i soldi. Servono 236mila euro. Il Comune di Livorno li ha chiesti alla Regione Toscana, in un pacchetto di un milione di euro destinato anche agli stabilimenti balneari danneggiati dall’ultima violenta libecciata oltreché al moletto d’Antignano. «La richiesta è già stata presentata - spiega Gonnelli -. Abbiamo due possibilità: la prima, che è quella che preferiamo, riguarda la sistemazione completa del braccio del moletto. Purtroppo da trent’anni andiamo avanti a ricuciture che ormai non sono più in grado di dare sicurezza alla struttura. Ora serve il riconsolidamento definitivo. Le onde hanno spostato massi pesanti dai 500 chili alla tonnellata e l’acqua ha lavorato sotto, facendo inclinare il molo oltreché spostando il marciapiede in cemento. Proprio per questo la prossima settimana effettueremo un sopralluogo con strumenti di alta precisione per capire cos’è successo sotto e poter poi andare a togliere i “vuoti” che si sono formati sott’acqua. L’alternativa, se non arriveranno i soldi, è fare per l’ennesima volta lavori di rattoppo ma dobbiamo essere consapevoli che alla prossima mareggiata rischieremo di trovarci di fronte ancora una situazione simile».

@giucorsi

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