Gioco
Riecco l’Agelp sul piede di guerra
I 60 lavoratori in sciopero per 48 ore: «L’Authority ci dia una risposta»
LIVORNO. Adesso gli oltre 60 lavoratori Agelp faranno “parlare” uno sciopero: è in agenda domani e dopodomani. Probabilmente proprio il motivo per cui gli addetti Agelp protestano (e cioè la mancanza di turni affidati a loro) sarà la ragione per cui magari potrebbero non esserci grandi contraccolpi sull’operatività del porto, e tuttavia è difficile trovare traccia di scioperi di 48 ore filate con le braccia incrociate. È il segno che, come ripetono dalla Rsu, «i lavoratori vogliono mandare un messaggio chiaro, soprattutto all’Authority».
Eppure proprio i tasselli del puzzle costruito dall’Authority avevano fatto intravedere una soluzione: 1) l’ingresso di nuove imprese nella compagine societaria di Agelp sancito nel “patto per il lavoro” firmato a Palazzo Rosciano da sindacati e organizzazioni confindustriali; 2) le numerose dichiarazioni del presidente Gallanti nel segno di un giro di vite contro i “furbetti delle banchine”; 3) le azioni dell’istituzione portuale per censire i picchi degli straordinari o ostacolare il tourbillon di mezzi operativi fra le ditte.
Ma, illustrando le ragioni dello sciopero, dal fronte della Rsu si sottolinea che «tutto è rimasto sulla carta: dichiarazioni d’intenti, annunci, manifestazioni di volontà ma senza reali conseguenze concrete».
«C’è un conclamato stato di scarso rispetto delle regole», dicono dalla trincea della rappresentanza sindacale: «È un Far West che tutti conoscono benissimo e che è alla radice del fatto che, a dispetto delle necessità e di quanto messo nero su bianco nei regolamenti, resta troppo basso il numero dei turni affidato all’Agelp, che pure sarebbe l’unico soggetto che ha le carte in regola per fornire manodopera in caso di picchi di lavoro».
C’è anche tutto un tira e molla sulla possibilità di chiudere l’attuale Agelp mandandola in liquidazione e creare una sorta di Nuova Agelp per ricominciare da zero. «I lavoratori – ripetono dalla Rsu – non sono affatto attaccati alle dispute nominalistiche. Ma chiediamo garanzie: siccome finora gli annunci si sono susseguiti senza portare a qualcosa di concreto per noi, come facciamo a fidarci che alla messa in liquidazione della società segua l’apertura di una Agelp bis che assorba tutti i lavoratori?».
Il timore è che, di fronte all’unico caso di agenzia costruita sulla base del comma 5, il diavolo finisca per metterci la coda in qualche punto dell’iter e i lavoratori si ritrovino a terra senza sapere nemmeno chi ringraziare. «Sia chiaro, siamo disposti a discutere – viene ribadito – ma dall’Authority vogliamo quelle risposte che finora non sono arrivate se non come discorsi».
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