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Livorno

«No ai nostri sacrifici per i privilegi pisani»

«No ai nostri sacrifici per i privilegi pisani»

Il Fials sul piede di guerra replica a Lavazza: «In Francia ci sono 4 laboratori? Beh, a Cisanello 40»

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LIVORNO. La decisione della direzione sanitaria di chiudere le sale operatorie e interrompere gli interventi dal 3 dicembre al 14 gennaio ha sollevato un polverone tra i lavoratori che hanno letto la notizia sul Tirreno. «Il Fials apprende dalla stampa lo stop agli interventi nelle sale operatorie dell’ospedale di Livorno, la concentrazione dei laboratori di analisi, il blocco del turn over e la scelta unilaterale di disporre piani per lo smaltimento delle ferie arretrate del personale. È singolare apprendere dalla stampa queste notizie e ciò configura la violazione di un diritto di informazione spettante ai soggetti sindacali previsto dai contratti e dalla vigente legislazione. Tutto questo è pericolosamente curioso, infatti, mentre è in corso la sospensione dello stato di agitazione ed è programmata una trattativa con la Rsu e i sindacati».

In questi giorni tra azienda e sigle sindacali è in atto un confronto e il 28 novembre ci sarà un faccia a faccia su vari temi. All’ordine del giorno c’è il dibattito sul futuro del presidio livornese rispetto alla concentrazione delle attività nella azienda universitaria pisana, la riorganizzazione del lavoro, certezze per il personale sui carichi, smaltimento delle ferie e così via. «È inaccettabile l’idea di privare il presidio ospedaliero livornese di unità operative di eccellenza e di continuare a diminuire le attività tipiche di un ospedale a valenza provinciale. L’azienda universitaria pisana dovrebbe fornire prestazioni di alta specialità, ma Livorno e gli ospedali della provincia non possono essere ulteriormente ridimensionati». Il concetto espresso dai sindacati è che “Livorno ha già dato”. «Ricordiamo - fa notare Massimo ferrucci del Fiasl - gli accorpamenti in unico contenitore di pneumologia, neurologia, la cancellazione della chirurgia pediatrica, la eliminazione di una chirurgia, la riduzione a cinque posti letto dell’urologia, senza peraltro registrare il potenziamento delle attività territoriali con un piano assunzioni per assolvere ai mutati carichi di lavoro e garantire i diritti fondamentali dei lavoratori oltre alla attuazione piena del diritto alla formazione». Quanto alla concentrazione dei laboratori e dei centri trasfusionali a Pisa, il Fials «ritiene improprio ed inopportuno in questa fase paventare ipotesi di mobilità del personale creando un clima negativo e di legittima preoccupazione tra gli operatori. Non conosciamo in dettaglio come il dottor Lavazza il numero dei laboratori esistenti in tutta la Francia, anche se per la verità tale affermazione risulta un po’ imprecisa e riduttiva, mentre conosciamo il numero dei laboratori presenti a Pisa: circa 40».

«La spending review in salsa toscana non può significare solo sacrifici per alcuni e il mantenimento di privilegi per altri - tuona il Fials - Che si cominci ad eliminare gli sprechi di sistema e il proliferare degli apparati quali la Società della salute, gli Estav e il mantenimento di ben sei direzioni aziendali in area vasta quando ne basterebbe una. La posta in gioco è alta: il mantenimento della universalità del servizio sanitario, tutti però debbono fare la loro parte con responsabilità».

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