Toscana
Idv: noi stiamo fuori dalle primarie
I vertici livornesi contro i dirigenti regionali filo-Bersani: «Subito il congresso»
LIVORNO. A poche ore dall’annuncio con cui un gruppo di segretari regionali Idv del Centro Nord si sono schierati per Bersani, l’esecutivo provinciale dell’Italia dei Valori prende una strada di segno del tutto diverso, se non opposto: «La posizione del gruppo dirigente provinciale di Idv – viene sottolineato – è quella di non partecipare alla consultazione, invitando gli iscritti e gli elettori del partito a fare lo stesso».
Il motivo di questa scelta? Un documento firmato dall’esecutivo dipietrista livornese indica soprattutto un aspetto: si dice contrario a «una rincorsa affrettata a pochi giorni dal voto, dettata dalla situazione contingente del partito: l'Idv – si afferma – è sotto attacco ed è incalzata dalla concorrenza elettorale di tutti coloro che dicono di combattere battaglie che noi abbiamo portato avanti in Parlamento, da soli, durante gli ultimi 5 anni, contro Berlusconi e poi contro Monti e Fornero».
Il vertice dipietrista locale punta a presidiare l’elettorato che contesta Monti «Non è concepibile ingrossare le fila di chi voterà tizio o caio senza nessuna garanzia di discontinuità con Monti e gli inciuci governativi con Pdl e Udc, proprio mentre stiamo raccogliendo le firme per abrogare leggi vergognose approvate anche dal Pd».
È la bussola in base alla quale, in chiave interna, l’Idv livornese chiede «un congresso nazionale prima delle elezioni politiche»: a giudizio dei dirigenti labronici emergerà dalla base la conferma che «il nostro partito è in difficoltà non a causa di una critica eccessiva al consociativismo Pd-Pdl-Udc che sostiene Monti, ma anzi proprio perché la nostra posizione coerente si è scontrata contro ostacoli anche interni, facendoci apparire in contraddizione e più deboli rispetto ad offerte meramente protestatarie (perché contrarie ad ogni confronto o alleanza)».
L'Idv, «una volta riformate le regole interne per la selezione della classe dirigente», deve «aprirsi alle alleanze nazionali e sul territorio, con chiunque voglia stare con noi, ma – viene sottolineato – senza assegni in bianco e solo sulla base di un programma chiaro che rispetti i nostri valori e la nostra dignità».(m.z.)
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