Bolognesi a Bacci «Macché rottamarmi, non ho incarichi»
L’ex deputata: il sindaco di Colle ha sbagliato indirizzo, evidentemente nel partito continuo a essere scomoda
LIVORNO. «Ho fatto veramente una bella risata quando ho letto che Lorenzo Bacci cercando di emulare un po' goffamente Renzi e facendo parecchia confusione tra ruolo politico, istituzioni e rinnovamento ha promosso la fatidica rottamazione della mia persona». Marida Bolognesi, ex deputata e leader dell'area filo-Franceschini, parte da qui per ribattere al sindaco renziano di Colle che, nel dibattito-web sl Tirreno sulle primarie, mette nel mirino lei (e Ceccantini) come politici locali da rottamare.
La lettera-risposta si chiuderà quasi mezzo migliaio di parole più in là sottolineando che «servirebbero meno arroganza e slogan e più voglia di mettere insieme le tante energie che anche questo territorio può esprimere». Per poi scagliare la frecciata finale: «Se Bacci si guarda intorno troverà altri nemici del rinnovamento, con me ha sbagliato maldestramente indirizzo».
Passando al contrattacco, Bolognesi segnala il sospetto che «evidentemente continuo ad essere "scomoda" per qualcuno». E aggiunge di non aver capito da cosa dovrebbe dimettersi o essere rottamata nell'ottica di Bacci: «Non ricopro alcun incarico politico o istituzionale da anni, né soprattutto mai ne ho ricoperti "per" e "in" questa città, perché i miei 14 anni in Parlamento, da cui sono uscita ormai sei anni fa, non mi hanno mai vista essere eletta in questo territorio. Non ho avuto mai l'onore e l'opportunità di rappresentare Livorno, ma credo comunque di aver portato almeno nel periodo in cui ho presieduto la commissione Affari Sociali e Sanità della Camera un contributo importante, da livornese, alla mia città».
L'ex deputata ricorda di avere «due lauree, un lavoro» e di non aver «mai chiesto né avuto incarichi a Livorno»: anzi, «finito il mandato parlamentare (anche senza i fatidici 15 anni ) sono tornata al mondo della scuola, come è normale che sia». Per Bolognesi, «è necessario chiuderla con chi vive solo di politica e magari passando da un incarico all'altro alla fine si scopre che non ha lavorato neppure un giorno. Questo voglio dirlo – aggiunge – sopratutto ai giovani o ai semi-giovani come Bacci o Renzi, perché non vorrei che si rottamasse bene e si razzolasse male».
L’esponente franceschiniana insiste sulla propria passione politica e sul fatto che «non credo che nessuno possa togliermela». Così come – rincara – nessun potrà cancellare «la voglia di "costruire" qualcosa collaborando, ad esempio, alla formazione dei giovani o mettendo a disposizione di Livorno le tante relazioni nate nel corso degli anni e che ritengo siano il segno ed il frutto del mio lavoro da parlamentare».
A giudizio di Bolognesi il sindaco Bacci «sembra confondere (o è spinto a confondere) ancora ruolo politico, congresso di partito e primarie per la scelta del nostro candidato premier ed appare dispiaciuto di non aver ancora un ruolo politico riconosciuto».
La risposta dell’ex parlamentare è un invito esplicito a Bacci in vista del futuro congresso: «Vorrei dirgli che è sulla buona strada, che l'anno prossimo ci sarà un congresso del Pd e che, anche come sindaco di un Comune non grande ma per me strategico per il nostro territorio, avrà modo e tempo di dimostrare il suo valore».
Secondo Bolognesi, «ognuno di noi è giusto sia valutato per quello che ha prodotto nel suo mandato, e vale per tutti. L'autorevolezza politica, poi, è un'altra cosa ancora, frutto anche di competenza di merito sulle questioni e misura nelle relazioni politiche ed umane, oltrechè ovviamente di esperienza». Ma adesso che la crisi morde davvero c’è da parlare di altro: «Parliamo dell'Italia, dell'Italia e di un territorio che hanno bisogno di risposte concrete che guardino al domani e non di schermaglie interne ad un partito».
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