Sicurezza
«Strade alternative al maxi inceneritore»
Bacci storce il naso sul nuovo impianto. Cosimi: ma è giusto discuterne senza preconcetti
LIVORNO. Il primo snocciola una lunga serie di dubbi per arrivare a dire che «quando mi si chiede se sono favorevole al nuovo inceneritore dico no». Il secondo, invece, esordisce così: «Non si può dire no in maniera preconcetta a un impianto che nella direttiva europea sta al quarto posto prima della discarica». Anche sul maxi termovalorizzatore che potrebbe essere costruito a Livorno (al posto di quello al Picchianti) per bruciare i rifiuti della costa, i due sindaci vicini - stuzzicati dalle domande via web dei lettori - fanno capire di non essere poi così d’accordo.
Un primo assaggio lo aveva dato la delibera con cui, qualche settimana fa, l’amministrazione colligiana aveva messo nero su bianco che nell’area dell’Interporto non potranno essere realizzati impianti di incenerimento. Ieri Bacci ha sottolineato che «a oggi non mi è ancora dato sapere quali sono esattamente i flussi regionali e provinciali dei rifiuti». Come a dire: prima vediamo i numeri. «Credo – sottolinea – che ci siano strade alternative da approfondire». Poi, guardando alla differenziata, altro tema caro ai lettori: «Vogliamo dirlo che la politica dei rifiuti finora è stata fatta solo guardando a impianti che sono a un tiro di schioppo? È chiaro che a chi si trova a Scapigliato conviene la discarica e a chi vive a Capannori la differenziata. Chiediamo che la politica dei rifiuti che sia fatta su larga scala, dicendo ai cittadini, con onestà e chiarezza, che potrebbero anche andare a pagare qualcosa in più».
Cosimi, rispetto al nuovo inceneritore, ripete che «non abbiamo detto che va fatto per forza: abbiamo avuto il coraggio di aprire una discussione». Sottolinea che «Livorno ha una grande tradizione impiantistica, non ha mai vissuto un’emergenza rifiuti» e rivendica che «tra le città capoluogo siamo forse quella che ha la percentuale di differenziata più alta». Sopra il 40, ma lontana dalla soglia del 65 per cento. Il sindaco non tira fuori a caso che l’assessore Mauro Grassi, renziano doc e non contrario al nuovo impianto, «sta preparando un programma di incremento della differenziata». Per il termavalorizzatore «aspettiamo di vedere il Piano regionale e interprovinciale. Intanto «spingiamo per arrivare al 65 per cento di differenziata e su questo lo parametreremo. Però bisogna discuterne, non si può dire no in modo preconcetto». «Ma nemmeno sì», controbatte Bacci. (j.g.)
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