Il Tirreno

Livorno

Sale operatorie ferme fino al 14 gennaio

di Lara Loreti
Sale operatorie ferme fino al 14 gennaio

Si faranno solo interventi urgenti. Chi andrà in pensione non sarà sostituito: la direzione studia il blocco del turn over

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LIVORNO. Stop agli interventi nelle sale operatorie dell’ospedale, a Livorno, per un mese e mezzo. Dal 3 dicembre al 14 gennaio verranno garantiti solo gli interventi urgenti legati all’emergenza (quindi per pazienti provenienti dal pronto soccorso), a patologie tumorali e ad altre situazioni di alta priorità. E lo stesso avverrà anche a Cecina. Lo scopo è duplice: rientrare nell’ottica dei tagli della spending review e nel contempo permettere a medici e infermieri di godere delle ferie arretrate, che hanno un costo per l’azienda e che, diversamente, non potrebbero essere fatte dal personale. Il periodo di stop delle sale operatorie quest’anno è molto più ampio rispetto al passato: mentre prima il blocco era previsto solo per il periodo natalizio, ora è stato esteso ben oltre. Quindi niente più interventi per protesi, ernie e cose del genere: tutto rimandato a metà gennaio. Una decisione che si inserisce nell’ottica dei tagli alla sanità che quest’anno hanno comportato per il nostro territorio una diminuzione della spesa di oltre 30 milioni di euro. Cifra destinata ad aumentare molto il prossimo anno.

Lo conferma il direttore sanitario Luca Lavazza, che parla di “razionalizzazione del sistema” e “ripensamenti nell’erogazione dei servizi”: «I fondi stanziati dal Ministero a favore della Regione sono sempre minori e di conseguenza diminuisce il budget destinato alla nostra Asl. Per il prossimo anno, parlando di tagli, si parla di cifre rilevanti, ben oltre quelle del 2012. Certo, non è detta l’ultima parola, anche se l’obiettivo resta comunque il contenimento della spesa».

Come sarà organizzato il blocco degli interventi?

«Tutti gli anni in occasione delle vacanze natalizie, come del resto avviene anche d’estate, è prevista una riduzione degli interventi per far fare le ferie al personale e anche perché molti pazienti non ci sono. L’offerta chirurgica programmata di solito viene limitata da Natale all’Epifania, quest’anno invece il periodo è stato ampliato dal 3 dicembre al 14 gennaio: i motivi sono legati alla crisi economica e all’accumulo di ferie altrimenti non smaltibili: non ci sono i tempi».

Quali altri tagli sono previsti nel futuro?

«Ci sarà una razionalizzazione del sistema con limitazione e concentrazione del numero delle erogazioni. Tra queste c’è l’accorpamento dei laboratori di analisi: fino a poco tempo fa solo a Livorno ce n’erano 4 mentre, per fare un esempio, in tutta la Francia ce ne sono 3. Con la concentrazione dei centri analisi non si perde in qualità, anzi: per il cittadino non cambia nulla, ci sarà un lavoro in più dietro le quinte».

Cosa accadrà ai lavoratori?

«Potrebbero esserci dei pensionamenti che non saranno reintegrati se la competenza in questione risulterà sovradimensionata. Ovviamente i lavoratori saranno mandati in pensione se l’età lo prevedrà, ma è allo studio un blocco del turn over dove necessario».

Sono stati fatti tagli che hanno suscitato polemica come quelli sull’acquisto delle protesi e dei reagenti per i laboratori. Erano davvero necessari?

«Stiamo facendo una verifica degli sprechi per capire se ci sono possibilità di miglioramento. E ad esempio abbiamo visto che c’era la tendenza allo stoccaggio di materiali e tra questi c’erano anche i reagenti. L’accumulo della roba può portare a sprechi anche perché a volte le cose scadono. Un’attenzione nelle forniture rende la gestione più oculata».

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