Gioco
Quanti allerta meteo Se la paura arriva un giorno sì e uno no
Protezione civile: fino a qualche anno fa ne avevamo 10-15 ora sono talmente frequenti da essere un fatto ordinario
LIVORNO. Bombe d’acqua, neve, raffiche di vento oltre i 90 chilometri orari, sempre più spesso la nostra città è soggetta a fenomeni atmosferici di forte entità, che un tempo venivano definiti straordinari ma che ora sono sempre più all’ordine del giorno. Se i fenomeni sono molto intensi e c’è il rischio di danni, viene diramato l’allerta meteo che mette in moto una serie di provvedimenti, come la chiusura di strade a rischio, l’introduzione di segnaletica speciale e l’intervento della Protezione Civile. A Livorno dall’1 ottobre 2011 al 31 ottobre 2012, è stato diramato un allerta meteo ogni due giorni, in pratica la nostra città si è trovava costantemente in uno stato di allertamento per fenomeni di carattere meteorologico.
Ben 180 allerta meteo in un anno anche se, va precisato, solo una piccola parte di questi è stato valutato con rischio elevato per persone e cose. In maniera più precisa, circa 120 sono stati allerta meteo ordinari, circa tre a settimana, che prevedevano fenomeni occasionalmente e localmente pericolosi senza tuttavia comportare danni e disagi diffusi; 52 quelli moderati con previsione di fenomeni pericolosi diffusi che potevano provocare danni a strutture o infrastrutture e rischio per la popolazione e, infine, 12 allerta meteo elevati con possibilità di fenomeni diffusi estremamente pericolosi, in grado di causare danni rilevanti a strutture o infrastrutture e rischio elevato per la popolazione.
«Qualche anno fa – spiega Leonardo Gonnelli, responsabile della Protezione Civile – potevamo avere 10-15 allerta meteo, oggi sono divenuti talmente frequenti da essere considerati non più straordinari ma ordinari. Ad esempio, le precipitazioni sono sempre più spesso eventi di forte intensità e di breve durata che però si ripetono a distanza di tempo più breve. Dobbiamo cominciare a pensare che quegli eventi che prima erano considerati elevati e moderati e che capitavano una volta all’anno, ora stanno diventando ordinari perché avvengono ogni settimana».
I dati parlano chiaro: in media in un anno cadono a Livorno 800 millimetri di pioggia, nell’ottobre 2010 ne sono caduti 147,2, a novembre 214,8.
«Nel solo mese di ottobre 2011 – continua Gonnelli – sono caduti ben 300 millimetri di pioggia, a fronte di mesi come luglio e agosto con precipitazioni inesistenti. Questo vuol dire che la pioggia aumenta ma si distribuisce in modo diverso, soprattutto nei mesi autunnali».
Tornando ai fenomeni meteorologici che hanno colpito Livorno nel periodo ottobre 2011-2012, i problemi maggiori sono arrivati dal vento, dal ghiaccio, dalla neve, dalle mareggiate e da fenomeni idro-geologici, cioè frane e piogge. Tre in particolare i momenti di allerta elevato che hanno causato più danni alla città: la pioggia di ottobre e novembre 2011, la nevicata di gennaio-febbraio 2012 e la mareggiata di questo fine ottobre.
La pioggia provocò danni a persone e cose per 2 milioni e 400mila euro, tanto che il Comune dovette chiedere contributi alla Regione Toscana. «Circa 200 furono le segnalazioni di macchine allagate nei garage – dice Gonnelli – e poi vanno ricordate le abitazioni di via Falcucci che subirono numerosi danni. La bomba d’acqua che colpì Livorno i primi di novembre portò sul territorio ben 115 millimetri di pioggia in sole due ore».
La nevicata invece ha causato danni ai privati per 2 milioni e 850mila euro e il Comune dovette spendere 361mila euro. «L’agricoltura subì i danni maggiori», spiega il responsabile della Protezione Civile: «Molti tetti di capannoni si spaccarono per il peso della neve e per gli alberi caduti e 485 macchine ebbero problemi di vario genere».
Infine la mareggiata di questo fine ottobre che ha causato non pochi problemi con onde che hanno raggiunto i sei metri e il vento a più di 90 chilometri orari. «Abbiamo avuto danni per 650mila euro a privati e 30mila euro sono stati presi dal bilancio per tagliare gli alberi sradicati dal vento, togliere tegole, pezzi di eternit caduti dai tetti e grondaie divelte», dice Gonnelli. A queste spese vanno sommati circa 5mila euro che la Protezione Civile spende per la vigilanza, il controllo, lo spazzamento e la segnaletica da attuare nei momenti di allerta.
Nel 2012 la Protezione Civile ha effettuato 174 interventi in seguito a danni causati dal maltempo, 71 nel settore pubblico e 103 in quello privato. A Livorno ci sono alcune zone che più di altre sono soggette a danni in caso di fenomeni meteo. Per gli allagamenti tutti i sottopassi, in particolare quelli di via Firenze e della stazione, ma anche le zone sotto il livello del mare o al limite come via Provinciale Pisana all’altezza di via Pian di Rota e il ponte di via Mondolfi. Per le frane invece via Falcucci (Quercianella), via Remota (zona alto bacino del Popogna) e via del Poggio/Aula Mariana (zona alto bacino di Montenero).
«La Protezione Civile – afferma Gonnelli – dal 2007 a oggi ha fatto molto per rendere più sicuro il territorio livornese con contributi della Regione e del Comune per 7 milioni di euro. Abbiamo tolto tonnellate di rifiuti dai fiumi, tagliato alberi, messo in sicurezza i torrenti ed effettuato lavori ai collettori delle fogne. Molti interventi hanno riguardato le casse di espansione al Rio Cignolo, Cigna e Maggiore, in modo da ridurre la portata dei fiumi in piena. Ma c’è ancora molto da fare».
Quello che manca ora: «È creare un filo diretto con i cittadini – conclude – che devono cominciare ad avere una consapevolezza diversa dei fenomeni meteorologici, devono essere in grado di gestire le situazioni difficili. Per questo stiamo pensando a un progetto insieme alle emittenti locali che consiste nell’inserire un apposito bollino al momento dell’allerta meteo e nel dare informazioni e aggiornamenti continui nei momenti di pericolo».
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