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«Colpa dell’Aamps se la Cooplat è in crisi»
La segreteria Uil del sindacato trasporti attacca l’azienda pubblica «Se avesse pagato i debiti, la cooperativa non sarebbe in cassa integrazione»
LIVORNO. «È tutta colpa di Aamps». La cassa integrazione annunciata da Cooplat continua a creare scompiglio, specialmente all’interno della cooperativa in cui si è creata una vera spaccatura tra alcuni lavoratori e i sindacati. Eppure, su una cosa, sembrano tutti essere d’accordo: la vera colpevole è Aamps.
Cooplat vanta con Aamps un credito di circa 5 milioni di euro, che ha accettato di rateizzare in quattro anni, a interessi zero. Una decisione giudicata da molti inevitabile, ma anche discussa. Ed è proprio a causa di questo debito che il sindacato Uil trasporti, punta il dito contro l’azienda pubblica, colpevole di aver creato la crisi della cooperativa e dunque, di conseguenza, la cassa integrazione. « Avendo dovuto subire per lungo tempo il ritardato pagamento di milioni di euro – afferma Uil – salvo poi dover accettare condizioni capestro, è facile capire che la Cooplat abbia dovuto ricorrere onerosamente al credito per compensare tale carenza di risorse, potendo così onorare le retribuzioni mensili degli operatori, ma erodendo conseguentemente i margini di equilibrio finanziario perché improvvisamente gravati dal costo degli interessi sul credito».
Una crisi finanziaria che si è inevitabilmente trasformata in una crisi economica. Ma Aamps si difende. «Noi paghiamo le fatture regolarmente ogni 30 giorni – afferma Angelo Rosi, amministratore delegato unico Aamps – Sfido chiunque a trovare un’azienda pubblica che paghi ogni mese. Poi c’è il debito che Aamps aveva accumulato precedentemente il mio arrivo, certo, e quello è stato ed è senza dubbio uno svantaggio per Cooplat, ma del resto la cooperativa ha firmato l’accordo per la rateizzazione del debito senza interessi». Suona un po’ come a dire “hai voluto la bicicletta e ora pedala”, ma i toni di Rosi sono pacati. «La cooperativa al momento della firma si è trovata a scegliere se bere o affogare e ha scelto di bere. La capisco. La situazione di Aamps era delicatissima, non c’erano altre possibilità – spiega Rosi – Voglio ribadire, però che se da una parte li abbiamo penalizzati con il debito pregresso, dall’altra stiamo pagando tutte le fatture a fine mese: siamo in regola e non abbiamo responsabilità sulla cassa integrazione».
Ma Pinto, dirigente Cooplat, non ci sta e ribatte: «L’allungamento del credito ci ha creato un deficit economico e finanziario. Aamps non può permettersi di mettere sullo stesso piano un debito di 5 milioni con il pagamento delle fatture a fine mese. Io gli interessi alle banche le pago, loro no. Abbiamo accettato noi i termini dell’accordo, vero, ma non avevamo altra scelta e ora la situazione è quella che è. Che almeno prendano atto di quello che sta succedendo».
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