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Franceschini : Bersani è la buona politica

Franceschini : Bersani è la buona politica

Il capogruppo del Pd alla Camera: «Chi andrà a votare sceglierà chi deve prendere il posto di Monti, Renzi non è pronto»

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LIVORNO. Una chiacchierata a tutto campo, interrotta solo dagli applausi a scena aperta degli oltre 200 partecipanti. Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera, è intervenuto al centro civico di Stagno per sostenere la candidatura alle primarie di Pierluigi Bersani. “Sessanta minuti per Bersani”, questo il titolo dell’appuntamento andato in scena. Un intervento che si svolgeva praticamente nello stesso identico momento in cui, a qualche chilometro di distanza, Lorenzo Bacci, sindaco di Collesalvetti, introduceva Matteo Renzi al Terminal Crociere.

Un confronto a distanza che ha infuocato il Pd livornese. «Sostengo Pierluigi Bersani – ha esordito - perché è uno dei migliori rappresentanti della buona politica. Ha una grande personalità, una profonda onestà e sono convinto che solo con lui il Paese potrà riacquistare fiducia e credibilità nello scenario europeo».

Il capogruppo del Pd alla Camera ha puntato il dito contro l'eccesso di litigiosità e il protagonismo che già in passato hanno dilaniato il partito. «A qualcuno suonerà strano – ci tiene a precisare Franceschini – che proprio io, avversario di Bersani alle primarie del 2005, adesso sostenga la sua candidatura. All'epoca dissi che avrei sostenuto chiunque avesse vinto le primarie, dobbiamo comportarci come una squadra».

La sala si anima quando Franceschini sviscera i temi relativi al lavoro e alla crisi occupazionale, temi che preoccupano e arrovellano la mente di molti italiani da tanti anni. «La creazione di posti di lavoro – spiega – non si può fare per legge, ma possiamo generare condizioni di crescita e sviluppo per il Paese. Non possiamo aspettare che la crisi passi da sola, dobbiamo far lavorare le imprese, fare opere pubbliche allentando i vincoli del patto di stabilità, sostenere i precari e i disoccupati».

Sviluppo e crescita, questi gli obiettivi, da realizzare attraverso la valorizzazione dell'istruzione e della formazione. Il capogruppo del Pd ha sottolineato che la scelta di fronte alla quale si troveranno gli elettori domenica prossima non è affatto banale: «gli elettori dovranno decidere chi, in caso di vittoria alle politiche, prenderà il posto di Monti».

Ed è proprio su questo aspetto che verte l'affondo di Franceschini contro Matteo Renzi: «il candidato premier dovrà avere credibilità e competenze, il giorno dopo la sua elezione si troverà a dover tranquillizzare i mercati europei, la borsa, dovrà battere i pugni per il bene del Paese. Renzi si crede pronto per tutto ciò? Personalmente, se domani mi chiedessero di sostituire Mario Monti rifiuterei, non mi sentirei all'altezza di tale incarico».

«Il futuro candidato - ha aggiunto – dovrà essere capace di tenere insieme la coalizione e contemporaneamente di allargarsi al mondo moderato per far fronte comune contro il "berlusconismo". Sì, dunque alle alleanze. Sessanta minuti non sono bastati per affrontare tutti gli aspetti e rispondere alle domande dei presenti a Stagno. «Renzi sostiene che la patrimoniale sia insufficiente dal punto di vista economico – è l'ultima battuta – tralascia il fatto che sia fondamentale da un punto di vista morale».

Martina Corirossi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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