Gioco
Nuovo raid del piromane si cerca un giovane livornese
Bruciano quattro cassonetti alle Sorgenti: caccia al responsabile tra le vie del quartiere Ma l’incendiario “mordi e fuggi” non si fa prendere. Più di cento i colpi messi a segno
LIVORNO. Incredibile ma vero. Il piromane continua a colpire e a farla franca. Quattro cassonetti a fuoco nel giro di un’ora: è il risultato dell’ultimo raid di venerdì notte. La furia del piromane è esplosa dopo qualche giorno di pausa dovuto al maltempo. E la zona e l’ora d’azione sono sempre le stesse: le Sorgenti, dalle 20 in poi.
Le fiamme si sono sprigionate all’improvviso e hanno coinvolt quattro strade limitrofe del quartiere. A dare l’allarme al 115 dei vigili del fuoco sono stati alcuni passanti, che hanno visto il fuoco divampare dai cassonetti. L'incendiario ha bruciato quattro bidoni nelle vie Delle Sorgenti, Donnini, Duddley e Lunardi. E ha giocato sul tempo per trarre in inganno le forze dell’ordine: mentre polizia e vigili del fuoco intervenivano in una strada, lui dava fuoco al cassonetto in quella accanto. E così facendo è riuscito ancora una volta a farla franca.
Il punto è che il malvivente agisce con grande rapidità, molto probabilmente usando del liquido infiammabile che lancia nel cassonetto dentro una bottiglia o in un contenitore che dall’esterno sembra spazzatura. In modo da non dare nell’occhio. Una volta utilizzata la sostanza propellente, dare fuoco al cassonetto tramite un accendino è un attimo. Una tecnica del mordi e fuggi, quella del piromane, che finora si è rivelata tristemente efficace. Il giovane agisce da solo, come emerge dal lavoro della polizia, che gli sta dando la caccia e che ha ascoltato la testimonianza di diversi residenti. Inoltre in base a quanto emerso, il piromane si muove in scooter.
È difficile fare un identikit dell’incendiario: gli elementi che per ora sembrano certi sono pochi. Si tratterebbe di un uomo, giovane, forse livornese, residente in zona Sorgenti. Qualche indizio in più potrebbe venire dalle telecamere installate in alcune delle zone dove lui ha agito.
Resta un mistero il movente per cui il giovane entra in azione. Sicuramente, come accade in questi casi, una componente della sua motivazione può risiedere nella “mania” delle fiamme. Ma non è escluso che dietro ci sia qualcosa di diverso, una motivazione legata a una ribellione personale. Tutte ipotesi che solo il lavoro della squadra mobile potrà confermare o smentire.
Intanto l’Aamps conta i danni. I cassonetti danneggiati dall’inizio dell’anno in città sono moltissimi: si parla di circa 170 roghi. E di questi più o meno un centinaio sono opera del piromane. I suoi raid sono concentrati alle Sorgenti: le vie più bersagliate sono Provinciale Pisana, Pigli, Donnini e l’area di via Mentana. A volte il piromane è tornato anche sullo stesso cassonetto.
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