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Dopo 262 anni Livorno ritrova la moschea
È stata inaugurata alla presenza di tutte le autorità civili e religiose della città. La sua realizzazione è stata possibile grazie al sacrificio dei fedeli che si sono autotassati
La Moschea torna di nuovo a Livorno dopo 262 anni, una moschea finanziata “dal basso” grazie al sacrificio di tutti i fedeli che si sono autotassati senza ricevere finanziamenti da enti pubblici. La moschea, il cui tappeto era coperto con un telo di nailon per permettere ai molti presenti di entrare senza togliersi le scarpe, potrà ospitare circa 350 fedeli.
Lo spazio di culto sarà condiviso da uomini e donne, segno della grande apertura della comunità musulmana locale, in attesa di poter ricavare uno spazio riservato al sesso femminile qualora fosse possibile acquistare il capannone attiguo a quello in cui ora sorge la moschea di via Guarini. Fuori dall’ingresso è stato posto un altro tappeto per ospitare i numerosi fedeli, nel caso la moschea fosse piena, per eseguire le preghiere rituali cinque volte al giorno.
La cerimonia prevista per questa mattina alle 10 sancisce l’inizio di un percorso di amicizia in una città storicamente interculturale e aperta all’altro “affinché possa essere uno strumento di integrazione e luogo dove si possa cercare la pace” dicono l’imam Abdelghani Boukhari e Mbaye Diop, rappresentante della comunità senegalese. “Sono orgoglioso di poter guidare la comunità locale - prosegue l’Imam - di una città per vocazione interetnica di cui sento di far pienamente parte e che si dimostra anche in questa occasione, così importante per noi, solidale e amica”.
Presenti autorità e istituzioni cittadine, dal presidente della provincia Giorgio Kutufà che ha partecipato insieme all’Imam al taglio simbolico del nastro accompagnandolo con queste parole “si rinnovano oggi i momenti migliori della storia della nostra città, che ha sempre rispettato tutte le confessioni religiose e accolto tutti i tempi e le case di Dio“.
Presenti l’assessore al sociale Gabriele Cantù, l’assessore alle culture Mario Tredici che ha fatto le veci del sindaco di Livorno - la cui presenza annunciata pare essere stata annullata non molto prima dell'inaugurazione - il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci, i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e di tutte le religioni , la comunità buddista, le confessioni cristiane: cattolica, valdese, battista e il presidente della comunità ebraica Vittorio Mosseri. “Sono emozionato - ha detto quest'ultimo - di poter partecipare alla bellezza di questo luogo di culto e la mia presenza è testimonianza di stima e rispetto fra le nostre comunità” continua “e ancora sono commosso per la foto che abbiamo appena scattato sotto il ramoscello di ulivo (donato dalla parrocchia di San Pio X) segno di pace condiviso da tutte e tre le grandi religioni monoteiste”.
Il clima di festa continua al termine della celebrazione con il rinfresco di pasticcini tipici della tradizione araba e non solo: tè caldo, pizzette e sformati, offerto dalla comunità musulmana che ha servito gli ospiti con sorrisi e calore.
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