Gioco
«Quanti ricordi dentro quelle aule»
Gli ex studenti del liceo scientifico hanno incontrato le nuove generazioni: «Che emozione tornare adolescente»
LIVORNO. Ricordi indelebili. Ecco cosa sono gli anni passati al liceo. Forse non si può dire che per tutti siano i più belli della propria vita, ma una cosa è sicura: per ognuno di noi sono indimenticabili.
Momenti che, a riviverli e raccontarli, riescono sempre a strappare un sorriso. Forse a volte malinconico, ma pur sempre un sorriso. E i festeggiamenti dei quarant’anni del liceo Cecioni lo dimostrano. Gli eventi organizzati dalla scuola sono sentitissimi e sul sito web del Tirreno sono bastate poche settimane per ricevere quasi un centinaio di commenti, tra ricordi e fotografie, delle diverse generazioni che si sono sedute sui banchi del liceo scientifico di via Galilei. Perché in fondo, per rivivere quegli attimi che hanno segnato il nostro percorso verso l’età adulta basta davvero poco. Un nome, un gesto, una canzone, una frase. «Mi sono diplomata nel 1991 – scrive Serenella tra i commenti – Ho un bellissimo ricordo del Nesti, del Bracci, della Sammuri e della Caccialupi oltre che del mitico Paolini. Una volta a fine lezione uscì dall'aula dopo una difficile spiegazione e chiuse la porta lasciandoci in silenzio perplessi, poi la riaprì e disse: non vi preoccupate bimbi tanto stasera si mangia ugualmente. Grande». Mitico, grande, geniale: le parole che riecheggiano sul web associate ai compagni, ai professori e perfino al custode (detto Il Freschi), sono le stesse che gli ex studenti si dicono incontrandosi di nuovo davanti al loro vecchio liceo. Emozionati, sorridenti, curiosi. Emozionati di ricordare insieme il passato e curiosi di capire che cosa ha riservato il futuro (ora presente). Ecco cosa è successo ieri pomeriggio al Cecioni nell’incontro tra vecchi e nuovi studenti del liceo. Certo, c’è stato il “passaggio di testimone”, il racconto e i consigli di chi, come Eva Giovannini, è partita dal liceo scientifico di Livorno e ora vive a Roma e ha realizzato i suoi sogni. Quelli che «ce l’hanno fatta», avrà sussurrato qualcuno. Il passato ha mostrato le carte al futuro. Ma l’incontro organizzato al Cecioni non è stato solo questo. È stata l’occasione per molti degli ex studenti di ritrovarsi, anche solo se per poche ore, nel luogo in cui quasi tutto comincia, con le persone con le quali si è condiviso questo inizio. Insieme. Perché la collettività del ricordo cambia tutto. Ed è l’esempio perfetto di come la condivisione sia un elemento fondamentale nella vita di ciascuno di noi.
Poco importa se Livorno è una città piccola e a volte ci si incontra anche senza volerlo. Rivedersi dentro quelle che sono state le “nostre” aule, dentro quella che è stata la “nostra” scuola, tutti insieme, è diverso. Un regalo, perché si può tornare liceali davvero, anche se dura poco. E tornare al passato può renderci malinconici, ma anche più consapevoli di ciò che siamo stati e del perché siamo ciò che siamo. Consapevoli di essere stati, sotto certi aspetti, esattamente come i liceali di oggi e per un momento annullare la distanza tra vecchio e nuovo e sapere che il ragazzino accanto a te ti capirà proprio come il tuo compagno di banco.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
