Gioco
«La Puppato farà suoi i voti di tanti delusi»
LIVORNO. «Sobrietà, è questa la parola di cui dovrebbe riappropriarsi la politica ed è la stessa su cui si basa il programma di Laura Puppato, anche per questo abbiamo deciso di sostenerla alle...
LIVORNO. «Sobrietà, è questa la parola di cui dovrebbe riappropriarsi la politica ed è la stessa su cui si basa il programma di Laura Puppato, anche per questo abbiamo deciso di sostenerla alle primarie». Sono le parole di Alessandro Latorraca, consigliere comunale del Pd, che, insieme ai consiglieri Giovanni Mancusi e Paolo Fenzi, hanno formato un comitato per appoggiare Laura Puppato alle primarie.
«Il fatto che sia l’unica donna a correre per le primarie – dice Latorraca – è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di appoggiarla, ma non è l’unico, condividiamo il suo programma che tra l’altro intende ridurre del 50 per cento i parlamentari nazionali e i consiglieri regionali ed equiparare le loro indennità a quelle della media europea». Nella sfida per la scelta del candidato premier per la coalizione formata da Pd, Sel e Psi, dunque, la consigliera regionale del Veneto e sindaco di Montebelluna (Treviso) dal 2002, dovrà vedersela con il segretario del Pd Pierluigi Bersani, il sindaco di Firenze Matteo Renzi (Pd), Bruno Tabacci (Api), assessore del Comune di Milano e Nichi Vendola, leader di Sel. «Non è una sfida contro i comitati livornesi che sostengono altri candidati – dice Latorraca - non siamo contro qualcuno, se Laura Puppato non dovesse vincere non usciremo dal partito, lavoreremo per il candidato eletto».
Per Mancusi la «Puppato è l’unica in grado di recuperare voti tra i grillini e tra coloro che si sono allontanati dal Pd. È una figura nuova, ambientalista, cattolica e ha fatto molto volontariato portando aiuto tra le popolazioni coinvolte nel conflitto dell’ex Jugoslavia». Per il comitato pro-Puppato, che conta al momento una trentina di sostenitori, le primarie di coalizione rappresentano: «Un fattore molto positivo – dice Latorraca – c’era il rischio che tutto questo si trasformasse in una lotta tra Bersani e Renzi, invece ben vangano Tabacci, Vendola e Puppato perché ci permettono di avere una visione più ampia e istaurare una logica del dialogo dentro il partito».
Valeria Cappelletti
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