Gioco
Banditi in banca, ma le casse sono chiuse
Kefiah, cappello e occhialoni, armati di un taglierino rosso, tentano il colpo in via del Mare ma fuggono a mani vuote
LIVORNO. Un rapinatore con il volto coperto da kefiah e occhialoni scuri irrompe alla Cassa di risparmio di Livorno di via del Mare, armato di taglierino rosso. Si avvicina ai dipendenti, fra gli sguardi terrorizzati dei presenti, li minaccia e chiede i soldi. Poi fa il giro delle casse. E che sorpresa quando si rende conto che sono chiuse automaticamente col sistema della temporarizzazione, e che non c’è modo di aprirle. L’incredulità si legge nella mimica del bandito e del suo complice, che lo sta aspettando alla porta, facendo da palo. «Sono andati via con la coda fra le gambe, senza battere ciglio», commenta una donna che si trovava in banca in quel momento.
Una tentata rapina decisamente sfortunata quella avvenuta ieri mattina alla filiale di via del Mare, ad Ardenza. Un punto non felicissimo anche per le difficili vie di fuga. Pur vicina all’Aurelia e al lungomare, la banca si trova in una strada stretta, molto frequentata per la presenza del distretto Asl e di altre strutture. E oltre tutto, davanti alla Cassa di risparmio c’è la sede del Credito cooperativo di Castagneto Carducci, con tanto di telecamere, che hanno ripreso la scena esterna dell’irruzione in banca dei rapinatori. Quei filmati, già acquisiti dalla squadra mobile della polizia insieme alle immagini girate dal circuito interno della Cassa di risparmio, daranno agli investigatori un primo, importante elemento per ricostruire la dinamica dei fatti. Un quadro la cui cornice è già definita grazie alle testimonianze, raccolte dagli agenti delle volanti e della mobile, dei cassieri e dei clienti che si trovavano in banca.
In quel momento c’erano sette persone. Erano le 11.30: i due banditi, entrambi con kefia, cappello e occhialoni, sono entrati attraverso le porte girevoli. Poi, uno è rimasto all’ingresso mentre l’altro è entrato e ha puntato le casse, mostrando minacciosamente ai dipendenti il taglierino rosso. Come emerso dalle testimonianze, il malvivente parlava molto piano, con accento italiano, ma senza particolari inflessioni. Arrivato al banco, ha chiesto i soldi, ma i dipendenti gli hanno spiegato che non ce n’erano. Allora il malvivente ha fatto il giro delle casse e ha cercato di aprirle, senza successo. E quando s’è reso conto che non era possibile forzarle, ha rinunciato. A quel punto, infatti, non ha potuto far altro che scappare con il complice che lo aspettava sulla porta.
Sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti della polizia e i carabinieri della vicina stazione. Poi sono giunti anche gli investigatori della squadra mobile, che ora indagano guidati dal dirigente Marco Staffa.
A fine mattinata sul posto sono giunti anche gli esperti della polizia scientifica, che hanno effettuato tutti i rilievi a caccia di impronte.
LaraLoreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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