Sicurezza
Assessori per Bersani e contro Matteo
In cinque firmano l’appello e un duro attacco al sindaco fiorentino: «Il suo è un buonismo a effetto, debole di contenuti»
LIVORNO. Comincia a scaldarsi la campagna elettorale per le primarie del centrosinistra che andranno in scena il prossimo 25 novembre. A dar fuoco alle polveri ci hanno pensato cinque assessori comunali del Pd, con una lettera-appello (della quale era stato informato il sindaco)in cui non solo sostengono la candidatura di Perluigi Bersani, ma criticano aspramente la linea politica di Matteo Renzi. E addirittura la sua stessa decisione di scendere in campo.
I firmatari di questo documento, destinato dunque a far discutere, sono il vicesindaco Bruno Picchi, Carla Roncaglia (assessore allo Sviluppo della persona), Gabriele Cantù (Integrazione sociale), Paola Bernardo (Patrimonio, commercio e turismo) e Giovanna Colombini (Promozioni dei saperi e delle relazioni internazionali). Mancano, tra gli assessori del Pd, Mauro Grassi, che è nel direttivo del comitato per Matteo Renzi, e Valter Nebbiai, che pur essendo per Bersani non ha gradito proprio il tono delle critiche rivolte al sindaco rottamatore.
Manca anche il sindaco, ma da parte sua non c’è alcun ripensamento. «A suo tempo - precisa Cosimi - firmai l'appello nazionale dei sindaci per il sostegno a Bersani. La presa di posizione del vicesindaco e degli assessori la condivido, come condivido il fatto che ognuno debba avere una propria idea da rispettare: quel documento è un'azione che hanno concordato con il sottoscritto, ma era giusto che la visibilità in questo caso l'avessero loro». Ma che cosa c’è scritto nella lettera-appello? L’introduzione è un elogio a Bersani e al suo modo di condurre il partito in questi mesi di grave crisi politico-economica. «Noi ci sentiamo impegnati - scrivono - a sostenere la candidatura di Pierluigi Bersani, attuale segretario del Pd, anzitutto perché abbiamo apprezzato in lui la lungimiranza e la responsabilità con cui ha guidato il partito di fronte alla gravissima crisi politica e istituzionale che ha investito il Paese nell'ultimo anno, contribuendo a far sì che si lasciasse alle spalle il ventennio berlusconiano, cominciasse ad uscire da un ciclo economico e politico perverso, si riaprissero gli orizzonti per un futuro diverso».
«Del governo Monti - aggiungono - non sempre abbiamo condiviso le scelte sui modi di rientro dal debito pubblico, che spesso, secondo noi, hanno mancato di equità sociale facendo gravare troppo sui ceti popolari/medi, sul lavoro e sui contribuenti onesti il peso dei sacrifici; né abbiamo condiviso i pesanti ridimensionamenti della autonomia amministrativa e finanziaria degli Enti Locali. Tuttavia Bersani, assicurando sempre a tale governo il sostegno leale e coerente del Pd, ha consentito di evitare il baratro finanziario ed economico in cui il Paese stava precipitando, confermando la migliore tradizione di un partito che ha cuore il bene dell'Italia».
A questo punto, i cinque assessori entrano nel merito delle primarie e, un po’ inaspettato soprattutto per i toni usati, ecco arrivare l’affondo contro Renzi. «Apprezziamo in Bersani la capacità con cui ha tenuto unito il partito in questa fase critica, avviandone il necessario rinnovamento verso una identità sempre più collettiva, e l'intelligenza con cui ha costruito primarie di coalizione, a cui hanno aderito Vendola e Tabacci, e garantito anche con la sua "generosa" proposta di modifica dello Statuto, che esse fossero occasione di un confronto veramente democratico, aperto e trasparente. In questo modo ha saputo ricondurre sul giusto terreno anche una dialettica tutta interna al partito che con le forzature strumentali di Renzi, ispirate ad un nuovismo ad effetto debole di contenuti, rischiava di alimentare un conflitto anche di natura generazionale che avrebbe compromesso la credibilità del Pd e la indispensabile unità d'intenti di fronte al Paese, nonché di snaturare significato e compito delle primarie di coalizione».
Insomma, Renzi viene trattato come un avversario, quasi come un nemico, che ha messo a repentaglio l’unità del partito. Un giudizio che non ha fatto piacere a Mauro Grassi. «Quando ho deciso di schierarmi con Matteo Renzi - spiega l’assessore - in città si è alzata una polemica, perché secondo qualcuno non era corretto che un assessore manifestasse apertamente il suo appoggio. Al contrario, non vedo niente di male nell'esprimere adesione per un candidato o l'altro nelle primarie. Quindi mi fa piacere che in giunta ci siano assessori e amici che si schierano con passione. Avrei però evitato di trattare negativamente il fenomeno Renzi. Quell'accenno mi sembra francamente sbagliato, specie in una fase in cui dentro il Pd dovrebbe prevalere il tifo positivo e non negativo. Io faccio il tifo per il Pd: se avessero eliminato quelle righe, il documento sarebbe stato senz'altro migliore».
E allora torniamo alla lettera che prosegue con la condivisione, da parte degli assessori, degli obiettivi inseriti dal segretario del Pd nel suo programma (su www.iltirreno.it è riportato il testo integrale, ndr). «Riteniamo che Pierluigi Bersani - concludono - sia la persona che, più di ogni altro candidato di queste primarie, sia oggi in grado di rappresentare e realizzare le istanze ed il progetto politico del centrosinistra per il Governo del Paese nei difficili anni che ci aspettano».
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