Il Tirreno

Livorno

Rapina alla Coop, indagine sui tre vigilantes

Rapina alla Coop, indagine sui tre vigilantes

La Securpol ha inviato alle guardie giurate una lettera nella quale annunciano l’apertura di un’indagine disciplinare

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LIVORNO. La Securpol ha aperto un’indagine disciplinare interna sul comportamento tenuto dalle tre guardie giurate durante la rapina al portavalori avvenuta il 2 novembre scorso alla Coop di via Settembrini e che ha fruttato 117mila euro. I vertici dell’istituto di vigilanza – è la deduzione – vogliono analizzare passo dopo passo quello che è successo in quei minuti e molto probabilmente verificare se e in che modo le procedure di sicurezza siano state rispettate. I dipendenti, nei giorni scorsi sono stati raggiunti da una lettera della direzione nella quale veniva annunciato l’avvio degli accertamenti. Per i tre si è trattato di un fulmine a ciel sereno. «Abbiamo rischiato la vita e questo è il ringraziamento», è stato lo sfogo di uno di loro. Una mossa tanto inaspettata che li ha spinti a rivolgersi a un avvocato e al sindacato per capire come muoversi.

Intanto procedono le indagini della polizia coordinata dal pubblico ministero Massimo Mannucci per cercare di risalire ai componenti della banda di rapinatori, certamente professionisti, che hanno effettuato il colpo in pieno centro, per di più nel primo pomeriggio. «Gli investigatori – spiegano dalla Procura – stanno facendo tutto il possibile». Il cuore attorno al quale gli inquirenti stanno cercando di lavorare sono le prove che sono riusciti ad isolare il giorno della rapina a cominciare dai bossoli ritrovati per strada e le immagini delle telecamere intorno alla Coop della Rosa.

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di Redazione web